In un solo anno il numero di aziende italiane che adottano strumenti di intelligenza artificiale è raddoppiato, ma la diffusione di questa tecnologia rimane ancora marginale nel paese, vista anche la struttura dell’economia italiana basata largamente su piccole e medie imprese. Lo rivela un rapporto dell’ISTAT, istituto nazionale di statistica, dedicato alla diffusione dell’AI nelle imprese italiane pubblicato il 15 dicembre 2025.
Nel 2024 il numero di aziende con più di dieci dipendenti che adottavano l’AI era l’8,2% del totale, mentre nel 2025 ha raggiunto il 16,4%. Una tendenza in netta crescita, soprattutto se si conta che nel 2023 questa quota si fermava solo al 5%, che riguarda però quasi esclusivamente le aziende più grandi.
La maggior parte delle imprese, l’83,6%, dichiara di non utilizzare l’AI a causa di mancanza di competenze (58,6%), regolamentazione poco chiara (47,3%), problemi di protezione dei dati (43,2%) e costi elevati (43,0%). Circa il 14,8% ha dichiarato che l’AI non ha avuto alcuna utilità quando applicata, una percentuale leggermente superiore rispetto al 14,3% del 2023.
L’adozione maggiore si è riscontrata nei servizi IT (53%), nella produzione video (49,5%) e nelle telecomunicazioni (37,3%), mentre gli usi più comuni dell’AI sono stati l’estrazione di dati di testo (70,8%), l’AI generativa per linguaggio e immagini (59,1%) e le tecnologie di conversione da parlato a testo (41,3%).
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