Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha lanciato un appello senza precedenti alle maggiori aziende di intelligenza artificiale chiedendo di rendere pubblici i costi ambientali dei loro data center e impegnarsi a utilizzare esclusivamente energie rinnovabili entro il 2030.
L’invito è stato accompagnato dal lancio di un’iniziativa globale per la trasparenza nel settore, con l’obiettivo di spingere le aziende a adottare pratiche più sostenibili. Guterres ha anche annunciato che, in vista della Conferenza ONU sul clima (la COP31) in Turchia a settembre, convocherà i leader mondiali per discutere una “transizione giusta” verso l’abbandono dei combustibili fossili.
I dati disponibili confermano l’urgenza dell’appello. Secondo un recente rapporto dell’Università delle Nazioni Unite, l’impronta ambientale dei data center è già paragonabile a quella di interi paesi, e si prevede che il consumo di acqua, energia e le emissioni inquinanti raddoppieranno nei prossimi quattro anni, trainati dalla crescita esponenziale dell’AI. Fengqi You, professore di ingegneria energetica alla Cornell University, ha sottolineato che il valore del rapporto ONU risiede nel fatto che, per la prima volta, un’istituzione globale inquadra in modo olistico i costi ambientali dell’AI, inclusi carbonio, acqua, uso del suolo e giustizia ambientale, temi spesso avvolti da segretezza e mancanza di trasparenza.
Le aziende del settore, però, non sembrano pronte a fermarsi. Solo negli Stati Uniti, sono in costruzione 76 nuovi data center, con investimenti che superano i 760 miliardi di dollari nel 2026. Josh Levi, presidente della Data Center Coalition, ha assicurato che l’industria prende sul serio il proprio impatto ambientale e lavora con policy maker e comunità locali per garantire una crescita responsabile. Tuttavia, esperti come Jean Su, direttrice del programma Energy Justice al Center for Biological Diversity, avvertono che senza una regolamentazione stringente e trasparenza, il boom dell’AI rischia di diventare un nuovo fardello per il clima, con costi che ricadranno soprattutto sulle comunità locali e sull’ambiente.
Entro il 2030 l'intelligenza artificiale consumerà l'acqua usata da 1,3 miliardi di persone
Lo afferma un rapporto redatto dall'Istituto per l’acqua, l’ambiente e…
