Trecentosessantacinque giorni l’anno, ventiquattro ore su ventiquattro. È il rumore incessante che, secondo oltre diecimila residenti di Southaven, nel Mississippi, sta distruggendo la loro qualità di vita. xAI di Elon Musk e SpaceX sono state trascinate in tribunale con un’azione collettiva depositata presso la corte federale di Oxford, in Mississippi, in cui i querelanti accusano le aziende di aver creato una molestia pubblica attraverso rumori eccessivi e intollerabili generati dalle turbine a gas che alimentano i data center della zona.
L’avvocato dei residenti, Robert Wiygul, ha sintetizzato così il danno subito: “Le nostre case dovrebbero essere un santuario contro il mondo esterno. Quando vengono invase dal rumore 24 ore al giorno, ci viene sottratta la pace fondamentale di una vita dignitosa.”
Al centro della vicenda c’è l’impianto di Southaven, dove xAI ha installato turbine a gas per rifornire di energia il suo complesso di data center Colossus, utilizzato per addestrare il chatbot Grok. Il numero di turbine non ha fatto che crescere e dalle 18 dell’estate scorsa si è passati alle 47 attuali, nonostante le proteste dei residenti. L’azienda ha costruito una barriera acustica nel tentativo di attenuare il rumore, ma i cittadini affermano che ha avuto scarso effetto. L’impianto sorge a meno di un chilometro dalle abitazioni e a poco più di un chilometro da una scuola elementare, con un potenziale di emissioni annue superiore a 1.700 tonnellate di ossidi di azoto, 180 tonnellate di particolato fine e 19 tonnellate di formaldeide, sostanza cancerogena. xAI ha investito oltre 20 miliardi di dollari nell’impianto di Southaven con il sostegno del governatore del Mississippi Tate Reeves.
Non si tratta della prima battaglia legale sul fronte mississippiano di xAI. Ad aprile la National Association for the Advancement of Colored People, la più antica e grande organizzazione per i diritti civili degli Stati Uniti, aveva già presentato una causa separata accusando xAI di operare decine di turbine a metano senza i permessi ambientali richiesti, in violazione del Clean Air Act federale. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato di valutare un intervento nella causa NAACP entro il 15 giugno, segnale della portata politica e regolatoria della questione, che si intreccia anche con i piani di quotazione in borsa di xAI previsti per questa estate.
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