Il Regno Unito ha presentato un piano da 1,5 miliardi di dollari su hardware AI, chip e un supercomputer nazionale

Al centro del progetto c’è la costruzione di un supercomputer nazionale per l’AI, con un investimento di 750 milioni di sterline, che sarà operativo entro il 2030

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Il Regno Unito ha presentato un piano da 1,5 miliardi di dollari su hardware AI, chip e un supercomputer nazionale

Il Regno Unito ha ufficializzato un piano da 1,1 miliardi di sterline (circa 1,5 miliardi di dollari) per rafforzare la propria capacità computazionale nel settore dell’intelligenza artificiale, presentato durante il London Tech Week 2026 dalla segretaria alla Scienza, Liz Kendall.

Al centro del progetto c’è la costruzione di un supercomputer nazionale per l’AI, con un investimento di 750 milioni di sterline, che sarà operativo entro il 2030. Questo supercomputer utilizzerà un sistema ibrido di chip già consolidati e di nuova generazione, progettato per gestire compiti complessi con maggiore efficienza rispetto alle soluzioni tradizionali. Inoltre, 400 milioni di sterline saranno destinati all’acquisto di chip avanzati, di cui 150 milioni già quest’estate per sostenere le aziende britanniche nel settore dei semiconduttori, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla tecnologia estera e favorire l’innovazione locale.

Il piano non si limita all’hardware, ma prevede anche un fondo di venture capital da 150 milioni di sterline, guidato da investitori di Silicon Valley come Playground Global e sostenuto dalla British Business Bank, per aiutare le startup britanniche a scalare a livello globale. Come ha sottolineato un portavoce di Playground Global, “Questo è esattamente il tipo di ambizione coordinata di cui il Regno Unito ha bisogno. Il piano unisce governo, ricerca e industria per costruire l’infrastruttura che definirà il prossimo decennio dell’AI”. Inoltre, 20 milioni di sterline saranno stanziati per formare 500 dottorandi in settori critici come la progettazione di chip e l’hardware per l’AI, rafforzando così il capitale umano necessario per competere a livello internazionale.

Gli esperti accolgono favorevolmente l’iniziativa, ma avvertono che le sfide rimangono. Secondo alcune fonti del settore, “Sono terrorizzati all’idea che le aziende possano lasciare il paese” se non verranno create condizioni favorevoli per mantenere i talenti e gli investimenti in loco. Il piano, infatti, mira anche a dimezzare la dipendenza dai giganti tecnologici statunitensi, in un contesto di crescenti tensioni commerciali e di competizione globale per il controllo delle infrastrutture AI. Con questo investimento, il Regno Unito si posiziona come uno dei leader europei nella corsa all’innovazione tecnologica, puntando a attrarre ulteriore capitale privato e a creare opportunità per l’espansione delle imprese e l’occupazione altamente specializzata.

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