Il Pentagono pubblicherà a breve le regole che i laboratori AI dovranno seguire

Si tratta di una mossa attesa con grande attenzione da un settore, quello dei modelli generativi più avanzati, che negli ultimi mesi ha conosciuto una crescita senza precedenti e una pressione regolatoria altrettanto rapida

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Il Pentagono pubblicherà a breve le regole che i laboratori AI dovranno seguire

Gli Stati Uniti si apprestano a mostrare le proprie carte sull’intelligenza artificiale. Il governo federale statunitense pubblicherà entro una o due settimane l’elenco completo delle leggi e dei regolatori che si applicano ai laboratori AI nazionali. L’annuncio è arrivato da Emil Michael, chief technology officer del Pentagono, intervenuto alla conferenza tecnologica del Wall Street Journal a Napa, in California. Si tratta di una mossa attesa con grande attenzione da un settore, quello dei modelli generativi più avanzati, che negli ultimi mesi ha conosciuto una crescita senza precedenti e una pressione regolatoria altrettanto rapida.

Michael non è un osservatore qualunque. Oltre a ricoprire il ruolo di chief technology officer del Pentagono, è vicepresidente della Super Intelligence Task Force, l’agenzia intergovernativa istituita dal presidente Donald Trump per definire la politica degli USA sull’AI. Secondo quanto riportato da Reuters, il gruppo renderà pubblico il quadro normativo “nella prossima settimana o due“. Sul palco di Napa, però, Michael non ha anticipato quali norme saranno indicate né come verranno applicate in concreto dalle autorità competenti.

L’obiettivo dichiarato è costruire fiducia. “Quello che stiamo cercando di fare è creare un quadro che faccia sentire gli americani sicuri che queste aziende faranno la cosa giusta“, ha spiegato Michael. Il timore, ha aggiunto, è quello di un intervento incontrollato del Congresso, passato alla Camera e al Senato nelle mani dei democratici dopo le elezioni di metà mandato. “Altrimenti ti ritrovi con 535 legislatori che scrivono un pezzo di regolamentazione che potrebbe uccidere l’industria“, ha ammonito. Un riferimento trasparente al rischio che la nuova maggioranza introduca regole più stringenti rispetto all’approccio volontaristico sponsorizzato fino a oggi dalla Casa Bianca.

I numeri in gioco spiegano perché la corsa regolatoria è anche una partita economica. I cinque grandi operatori cloud americani, tra cui Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta e Oracle, sono chiamati a spendere oltre 700 miliardi di dollari in infrastrutture AI e data center nel 2026, con stime che salgono fino a 1.200 miliardi nel 2027. L’analista Dan Ives ha messo in guardia dagli effetti di un cambio di maggioranza, parlando di un impatto negativo sul ritmo della rivoluzione AI negli Stati Uniti nei prossimi anni. Anche i titoli legati al settore hanno reagito con nervosismo dopo il voto, mentre crescono le preoccupazioni per l’impatto energetico e idrico dei grandi data center.

Resta da capire quanto sarà incisivo il nuovo quadro. Michael ha ricordato che il governo dispone già di strumenti concreti, come i controlli sulle esportazioni, capaci di bloccare le vendite estere di un’azienda che non corregga entro due ore una vulnerabilità critica. Le società AI hanno inoltre aderito a quattro principi di sicurezza, tra cui auditor indipendenti e un comitato del consiglio di amministrazione per le segnalazioni. Nel frattempo anche Papa Leone XIV ha chiesto standard condivisi e meccanismi di responsabilità. A Napa è emersa chiara la scommessa dell’amministrazione, dare certezze al settore senza appesantirlo, e nei prossimi giorni si vedrà se questa equazione è davvero risolvibile.


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