Il linguaggio non basta: secondo i migliori ricercatori il futuro dell’AI è nelle immagini mentali

Alcuni importanti ricercatori si stanno concentrando su dei nuovi modelli (mondiali) che possano permettere di superare la centralità del linguaggio tramite l'intelligenza spaziale

3 min.

Il linguaggio non basta: secondo i migliori ricercatori il futuro dell’AI è nelle immagini mentali

L’avanguardia dell’intelligenza artificiale potrebbe non avere più il linguaggio come perno centrale in quanto troppo limitato nella comprensione e nella riproduzione della realtà. È in sostanza questo il pensiero di alcuni importanti informatici e ricercatori AI, fra cui come Fei-Fei Li, professore di Stanford famoso per aver inventato ImageNet, e Yann LeCun, capo scienziato dell’intelligenza artificiale di Meta.

La loro ambizione è quella di andare oltre il linguaggio e costituire per primi dei nuovi modelli di AI noti come “modelli mondiali” o “spaziali”. La differenza fondamentale fra questi e i modelli linguistici estesi è che quest’ultimi determinano gli output in base alle relazioni statistiche tra le parole e le frasi nei loro dati di addestramento e tutto il patrimonio di linguaggio costruito in migliaia di anni dagli esseri umani, mentre i cosiddetti modelli del mondo prevedono gli eventi in base ai costrutti mentali che gli esseri umani hanno del mondo che li circonda.

Nell’impianto teorico di questi ricercatori, l’importanza del linguaggio è quantomeno depotenziata. “Il linguaggio non esiste in natura. Noi esseri umani non solo sopravviviamo, viviamo e lavoriamo, ma costruiamo la civiltà al di là del linguaggio” ha commentato Li nel presentare i progetti a cui si sta dedicando.

In merito al tema, Jay Wright Forrester, informatico e professore al MIT, nel 1971 scrisse un articolo dal titolo “Counterintuitive Behavior of Social Systems” nel quale spiega così perché i modelli mentali siano cruciali per il comportamento umano: “Ognuno di noi utilizza costantemente modelli. Ogni persona, nella vita privata e nel mondo degli affari, utilizza istintivamente modelli per prendere decisioni. Le immagini mentali che abbiamo in testa riguardo a ciò che ci circonda sono modelli. La nostra testa non contiene famiglie, aziende, città, governi o paesi reali. Utilizziamo concetti e relazioni selezionati per rappresentare sistemi reali. Un’immagine mentale è un modello. Tutte le decisioni vengono prese sulla base di modelli. Tutte le leggi vengono emanate sulla base di modelli. Tutte le azioni esecutive vengono intraprese sulla base di modelli. La questione non è se usare o ignorare i modelli. La questione è solo una scelta tra modelli alternativi”.

I modelli mondiali dovrebbero godere di intelligenza spaziale, ovvero di quella capacità di “comprendere, ragionare, interagire e generare mondi 3D”. La grande sfida nel costituire modelli del genere sta però nella scarsità di dati a disposizione. Se infatti sul linguaggio, raffinato, modellato e codificato nel corso dei secoli, esistono innumerevoli quantità di dati, lo stesso non si può dire a proposito dell’intelligenza spaziale.

Per raccogliere dati in questo senso c’è “bisogno di tecniche di ingegneria dei dati, acquisizione dei dati, elaborazione dei dati e sintesi dei dati sempre più sofisticate” ha dichiarato Li. La convinzione alla base che accomuna questi scienziati è che questo percorso sia l’unico e il più efficace per creare un’intelligenza artificiale che davvero possa essere comparata a quella umana.

Secondo Yann LeCun questi nuovi modelli devono “comprendere il mondo fisico e avere un certo livello di buon senso, capacità di ragionamento e pianificazione, una memoria persistente”, un insieme di caratteristiche che ci si aspetta da entità dal grande livello di intelligenza.

Meta lancia un modello che permette agli agenti AI di "capire il mondo fisico"

Il nuovo progetto di Meta incarna l'ambizione della società di…


Articoli simili

Ultime news


100 aziende tech chiedono una difesa AI contro gli attacchi AI

OpenAI, Anthropic, Google e oltre cento aziende hanno firmato una…

Gemini 3.7 Flash vs Grok 4.6: prezzo e velocità contro ragionamento

Google e xAI hanno lanciato a distanza di 24 ore…

Chip AI progettati in 2 settimane: la startup che sfida l’industria

Architect Labs ha raccolto 24 milioni di dollari per automatizzare…

ChatGPT lancia gli “sponsored agents”: la pubblicità diventa un agente AI

OpenAI ha introdotto un nuovo formato pubblicitario in ChatGPT: cliccando…

Bill Gates come Bernie Sanders: propone la tassa sui robot (e guarda a Xi Jinping)

In un nuovo saggio il fondatore di Microsoft chiede lavori…

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version