Il conto dell’AI arriva in Borsa. Meta crolla del 7%, ma la multa da 25 miliardi brucia più del crollo

La scintilla è arrivata da Menlo Park, dove Meta aveva presentato i conti del terzo trimestre apparentemente solidi, ma con una crepa che gli investitori hanno visto subito.

3 min.

Il conto dell’AI arriva in Borsa. Meta crolla del 7%, ma la multa da 25 miliardi brucia più del crollo

Wall Street ha appena scoperto quanto costa davvero l’intelligenza artificiale. Giovedì Meta ha perso circa il 7% in quella che si è rivelata la sua peggiore seduta da luglio, trascinando con sé l’intero comparto tecnologico. Nvidia ha ceduto oltre il 4%, CoreWeave è arrivata a perdere il 10% e il Nasdaq ha lasciato sul terreno più del 2%, nel ribasso più marcato da mesi. Il crollo ha investito i mercati di mezzo mondo, con Nikkei, Kospi e Hang Seng già in forte flessione nelle ore asiatiche. La scintilla è arrivata da Menlo Park, dove Meta aveva presentato i conti del terzo trimestre apparentemente solidi, ma con una crepa che gli investitori hanno visto subito.

Sul fronte dei ricavi non c’era nulla da eccepire. Le entrate sono salite del 26% a 64,6 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti, con 3,64 miliardi di utenti attivi giornalieri sulla famiglia di app. Il problema è un altro, ed è numerico. Per la prima volta in oltre dieci anni il flusso di cassa libero è stato negativo, con 2,12 miliardi di dollari bruciati contro un attivo di 10,63 miliardi un anno prima. La ragione è la spesa per impianti e centri dati, arrivata a 34,9 miliardi nel solo trimestre, un record aziendale. E la prospettiva non migliora, perché Meta ha alzato la stima degli investimenti 2026 a 135-145 miliardi di dollari, con impegni futuri iscritti a bilancio saliti a circa 825 miliardi.

La domanda che attraversa le sale mercati è sempre la stessa. «La grande domanda sul ritorno dell’investimento» ha riassunto Matthew Maley, capo strategist di Miller Tabak, spiegando a Reuters che risulta «sempre più evidente che ci vorrà molto più tempo» del previsto. Più netto Robert Pavlik, gestore di Dakota Wealth, che ha definito la combinazione di spese crescenti, cassa negativa e ricavi insufficienti «un po’ un pozzo senza fondo». Nella stessa direzione David Morrison di Trade Nation, secondo cui gli impegni di spesa sono «enormi» e manca chiarezza su quando, e perfino se, arriverà un ritorno.

Per coprire il buco Zuckerberg ha pronto uno strumento discusso. Il consiglio ha approvato una nuova classe di azioni senza diritto di voto, la classe C, che sarà distribuita a tutti gli azionisti e potrà essere negoziata da fine gennaio 2027. Lo scopo dichiarato è raccogliere capitale per gli investimenti nell’AI senza diluire il potere del fondatore, che controlla il 60,6% dei voti con il 13,4% del capitale. «Amplierà i nostri strumenti di finanziamento e ci darà flessibilità per investire dietro lo slancio senza precedenti che vediamo in ogni parte del business» ha detto la direttrice finanziaria Susan Li, che però non ha annunciato piani specifici di finanziamento, lasciando gli analisti con l’aspettativa di spese aggressive anche nel 2027.

Ad appesantire la giornata ci si è messa anche la giustizia. Nelle stesse ore un giudice di Santa Fe ha condannato Meta a pagare 25 miliardi di dollari allo Stato del New Mexico per aver ingannato gli utenti sulla gestione dei dati nel caso Cambridge Analytica, la società che nel 2016 accedette alle informazioni di circa 87 milioni di profili Facebook. È la sanzione più alta mai comminata al gruppo. Il giudice Francis Mathew ha parlato di un «sistematico schema di inganno al cuore del modello di business», mentre il procuratore generale Raúl Torrez ha definito la sentenza «un segnale inequivocabile a Silicon Valley». Meta ha annunciato ricorso e ha definito la multa «una tassa sulla parola».

Il nervosismo, intanto, va ben oltre un singolo titolo. I credit default swap su Meta, le polizze che assicurano contro il fallimento, hanno toccato livelli record, e i rialzi coinvolgono da mesi tutti i grandi dell’AI. Charlie McElligott, strategist di Nomura, legge nel crollo qualcosa di più ampio, cioè un mercato che «riprezza in tempo reale le probabilità di uno spavento di crescita» negli Stati Uniti legato al reset del settore. Non a caso i titoli di Stato americani sono saliti mentre il Dow Jones, meno esposto alla tecnologia, chiudeva piatto. Zuckerberg insiste, la scommessa sull’AI sta dando risultati. Gli investitori, per ora, chiedono prove e non promesse.

Meta lancia i due nuovi modelli Muse Wonder: secondo l'azienda sono al pari dei competitor

Il cuore dell’innovazione risiede in due funzionalità chiave denominate Active…


Articoli simili

Ultime news


«Ammazzati, idiota»: Gemini ordina a uno studente italiano di togliersi la vita

A una domanda rivolta dallo studente al chatbot Gemini ha…

Aleria installa 14.000 GPU NVIDIA Rubin in un data center da 60 MW negli Emirati

Aleria amplia la capacità di AI sovrana negli Emirati Arabi…

OpenAI porta GPT-6 Astra e Codex su Google Cloud, ora è su tutti e tre i big

OpenAI e Google Cloud annunciano che i modelli GPT-6 Astra,…

Anthropic destina il 5% delle sue azioni a un nuovo fondo di pubblica utilità

Anthropic ha annunciato il 18 ottobre un Public Benefit Fund…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version