Hyperion, il gigante di Meta in Louisiana raddoppia: 5 gigawatt e 50 miliardi per lo sviluppo della sua AI

Alimentare un impianto simile richiede una quantità di energia enorme, pari secondo alcune stime a circa sei volte il consumo annuo di New Orleans

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Hyperion, il gigante di Meta in Louisiana raddoppia: 5 gigawatt e 50 miliardi per lo sviluppo della sua AI

Meta ha annunciato lunedì l’ennesima svolta per il suo data center in Louisiana, ribattezzato Hyperion. Il sito di Richland Parish arriverà a 5 gigawatt di capacità di calcolo, con un investimento che supera ormai i 50 miliardi di dollari, contro i 10 miliardi previsti al lancio del progetto, nel dicembre 2024.

Il progetto era partito come un campus di 2.250 acri con una capacità stimata poco superiore ai 2 gigawatt. Oggi l’area occupata supera i 3.200 acri, più di quattro volte Central Park a New York. Zuckerberg aveva paragonato le dimensioni della struttura a “una parte significativa dell’isola di Manhattan“, definendo Hyperion uno dei primi “titan cluster” multi-gigawatt destinati ad addestrare i modelli AI più avanzati dell’azienda.

A regime, nel 2036, il sito darà lavoro a circa 1.000 persone in modo permanente, mentre i cantieri impiegheranno fino a 7.500 lavoratori, il 50% in più rispetto alle stime iniziali. Rachel Peterson, vicepresidente di Meta per i data center, ha dichiarato che il sito “rappresenta il simbolo dell’ambizione e della scala dell’infrastruttura AI di nuova generazione“.

Alimentare un impianto simile richiede una quantità di energia enorme, pari secondo alcune stime a circa sei volte il consumo annuo di New Orleans. Meta ha quindi stretto un accordo con la utility locale Entergy Louisiana, che prevede la costruzione di dieci nuove centrali a gas, per una potenza complessiva superiore ai 7 gigawatt, oltre a circa 240 miglia di nuove linee di trasmissione e sistemi di accumulo a batteria. L’azienda finanzierà anche fino a 2,5 gigawatt di rinnovabili e ha firmato un memorandum per esplorare l’uso futuro del nucleare.

Meta sostiene di coprire integralmente i costi dell’infrastruttura, evitando che ricadano sulle bollette degli altri clienti Entergy. L’accordo dovrebbe anzi generare un risparmio superiore ai 2 miliardi di dollari in 20 anni per i consumatori della regione. Il governatore della Louisiana Jeff Landry ha accolto con favore l’operazione, affermando che lo stato “dimostra ancora una volta il proprio impegno per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro“.

Non tutti condividono questo entusiasmo. Diverse organizzazioni ambientaliste, tra cui Earthjustice, hanno messo in dubbio la sostenibilità economica e ambientale dell’operazione. Una coalizione di gruppi locali ha stimato che il data center potrebbe consumare quasi il 20% dell’elettricità prodotta in Louisiana, con il rischio di far lievitare i costi energetici oltre il miliardo di dollari. Un’analisi di Bloomberg ha rilevato che vicino ad altri grandi data center statunitensi i prezzi dell’elettricità all’ingrosso sono saliti fino al 276% in cinque anni.

Resta aperta anche la questione occupazionale, poiché l’accordo con le autorità locali non obbliga Meta ad assumere manodopera del posto per le posizioni operative. Meta ribadisce comunque il proprio impegno verso la comunità, sottolineando che dal 2024 le aziende della Louisiana hanno già ricevuto oltre 1,6 miliardi di dollari in contratti legati al progetto, a cui si aggiungerà oltre 1 miliardo di dollari in nuove infrastrutture locali, tra strade e reti idriche.

Il caso Hyperion racconta bene la fase attuale della competizione tra i colossi tecnologici. Meta ha già annunciato l’intenzione di quasi raddoppiare la propria spesa in conto capitale legata all’AI per il 2026, seguendo una traiettoria simile a quella di Google, Microsoft e Amazon. La domanda di potenza di calcolo corre più veloce della disponibilità di infrastrutture, spingendo le aziende a costruire impianti sempre più estesi anche in aree rurali finora estranee al settore tecnologico.


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