Meta verso la produzione di un chip AI proprietario a settembre: l’azienda vuole raddoppiare la capacità di calcolo

Il chip Iris, dedicato ai data center, fa parte di un progetto in quattro generazioni chiamato MTIA (Meta Training and Inference Accelerators), sviluppato internamente per potenziare l'AI che alimenta Facebook e Instagram

3 min.

Meta verso la produzione di un chip AI proprietario a settembre: l’azienda vuole raddoppiare la capacità di calcolo

Meta accelera sul fronte dei chip proprietari per l’AI. Secondo un memo interno visionato da Reuters, l’azienda di Mark Zuckerberg avvierà a settembre la produzione del suo nuovo processore denominato Iris, passo chiave di una strategia che punta a raddoppiare la capacità di calcolo complessiva a 14 gigawatt entro il 2027.

Il chip, dedicato ai data center, fa parte di un progetto in quattro generazioni chiamato MTIA (Meta Training and Inference Accelerators), sviluppato internamente per potenziare l’AI che alimenta Facebook e Instagram. Nella progettazione Meta collabora con Broadcom, mentre la produzione sarà affidata a TSMC, il colosso taiwanese dei semiconduttori. I test sono durati appena sei settimane senza rilevare problemi rilevanti, un segnale incoraggiante per un programma che finora aveva faticato a decollare, dal suo lancio oltre cinque anni fa.

L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza da fornitori esterni come Nvidia e AMD, contenendo al tempo stesso i costi crescenti dell’infrastruttura AI. Il memo interno sottolinea che integrare le GPU di ultima generazione su una scala grande come quella di Meta “è stato un lavoro pesante e ha fatto perdere tempo” all’azienda, rendendo lo sviluppo di silicio proprietario una priorità strategica.

A commentare la mossa è Mike Gualtieri, vicepresidente e analista principale di Forrester, secondo cui “non si può diventare un colosso dell’AI se si dipende da un’altra azienda per i chip“. Gualtieri aggiunge che “gli hyperscaler, e persino SpaceX, stanno tutti progettando chip propri perché sarà l’unico modo per competere sui prezzi nell’utilizzo dei modelli“.

Meta aveva presentato Iris con il suo nome tecnico già a marzo, insieme ad altri tre processori AI, annunciando l’intenzione di lanciare un nuovo chip circa ogni sei mesi fino al 2027, un ritmo decisamente più serrato rispetto alla media del settore, dove solitamente si procede a intervalli annuali o superiori.

Quest’anno l’azienda punta a raggiungere sette gigawatt di capacità di calcolo complessiva, di cui un gigawatt già aggiunto nella prima metà dell’anno e altri 5,5 gigawatt previsti entro dicembre. Per dare un’idea della scala, un gigawatt è sufficiente ad alimentare circa 800mila abitazioni. Il traguardo dei 14 gigawatt nel 2027 rappresenterebbe quindi un raddoppio netto rispetto a oggi.

Per sostenere questa espansione, la spesa in infrastrutture AI di Meta potrebbe arrivare fino a 145 miliardi di dollari solo nel 2026, una fetta rilevante degli oltre 700 miliardi previsti quest’anno da tutta la Big Tech per la tecnologia.

Per garantirsi le componenti necessarie in un momento di forte tensione sui prezzi, Meta ha siglato accordi di fornitura pluriennali con Samsung Electronics per i chip di memoria, Sandisk per lo storage flash e Sumitomo Electric per le componenti in fibra ottica. Accordi diventati cruciali in un contesto segnato da una carenza globale di chip di memoria, che secondo gli analisti di Morgan Stanley ha alimentato la cosiddetta “chipflation”, capace di spingere al rialzo i listini anche di aziende come Apple.

Meta non è comunque intenzionata ad abbandonare Nvidia e AMD nel breve periodo. Gli analisti descrivono la strategia MTIA più come un modo per assorbire la crescita della domanda e limare i costi ai margini, piuttosto che come una sostituzione integrale delle GPU, di cui Meta resta tra i maggiori acquirenti al mondo per addestrare i modelli Llama e i sistemi di raccomandazione usati da oltre 3 miliardi di utenti quotidiani.

La notizia arriva in un giorno particolarmente movimentato per il titolo Meta in borsa. Le azioni sono inizialmente scese dopo la pubblicazione del report, per poi recuperare terreno e chiudere in rialzo del 4,6% nel pomeriggio, spinte anche dall’annuncio, nello stesso giorno, dell’apertura agli sviluppatori di un nuovo modello AI per la programmazione, con cui l’azienda punta a competere direttamente con OpenAI e Anthropic.


Articoli simili

Ultime news


Nvidia punta 7 miliardi su Poolside AI: licenza, talenti e modelli aperti

Nvidia ha siglato un accordo da 7 miliardi di dollari…

OpenAI lancia AI Futures: il think tank interno sulla governance dell’IA

OpenAI ha lanciato AI Futures, il blog del suo nuovo…

L’harness batte il modello: Nvidia porta Claude Opus 5 al 100%

Nvidia ha dimostrato che l'architettura che avvolge un modello AI…

Ode with Anthropic acquisisce Casper Studios: la prima mossa nell’enterprise

Ode with Anthropic, la joint venture sostenuta da Blackstone e…

Nvidia, server AI oltre il 15% più cari: colpa della memoria

I server con chip AI di Nvidia aumenteranno di oltre…

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version