Autodesk, multinazionale statunitense che sviluppa software professionali di progettazione digitale, ingegneria e grafica 3D, ha citato in giudizio Google per presunta violazione del marchio “Flow”, accusando il colosso tecnologico di aver lanciato un software concorrente per la produzione cinematografica con lo stesso nome.
Secondo la denuncia della società di software, presentata presso il tribunale federale di San Francisco, Autodesk ha iniziato a utilizzare il marchio Flow nel settembre 2022 per effetti visivi e gestione della produzione, rimanendo sorpresa quando Google ha lanciato il suo Flow nel maggio 2025 rivolgendosi agli stessi clienti. Flow di Google è uno strumento di filmmaking AI progettato specificamente per i modelli generativi più avanzati dell’azienda.
L’accusa più grave riguarda una presunta manovra strategica con cui Google avrebbe assicurato che non avrebbe commercializzato Flow, per poi registrare il marchio nel Regno di Tonga, dove le richieste non sono pubblicamente accessibili. Nel documento legale si legge: “La falsa dichiarazione di Google aveva l’intento di guadagnare tempo per permettergli di sommergere la posizione di Autodesk nel mercato”.
La vicenda giuridica evidenzia inoltre una netta disparità tra i contendenti. Autodesk vale circa 51 miliardi di dollari, mentre Alphabet, la società madre di Google, raggiunge i 3,9 trilioni. Autodesk chiede danni compensativi e punitivi non specificati, mentre Google non ha ancora commentato. “Restiamo impegnati a proteggere le nostre innovazioni e garantire una concorrenza leale”, ha dichiarato Autodesk.
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