Google AI Overviews: la ricerca cambia faccia, i click calano del 30%

Gli AI Overviews di Google compaiono ormai nel 48% delle query tracciate e il traffico verso i siti web crolla. La ricerca online non è scomparsa, ma il modo in cui funziona è profondamente cambiato.

Mercato - Ricerca 29 lug 2026

2 min.

Google AI Overviews: la ricerca cambia faccia, i click calano del 30%

Google AI Overviews sono presenti in quasi la metà di tutte le ricerche tracciate. Secondo i dati di BrightEdge aggiornati a febbraio 2026, la quota ha raggiunto il 48% delle query monitorate, contro il 31% di un anno prima. I click ai siti web nel frattempo sono calati di quasi il 30%. La ricerca online esiste ancora, ma il traffico che genera per chi pubblica contenuti è un’altra cosa.

I numeri raccontano una storia precisa. Google mantiene oltre il 90% della quota di mercato globale nella ricerca — 90,04% a gennaio 2026, secondo StatCounter — ma la posizione organica numero uno rende oggi meno della metà dei click che generava su una pagina senza AI Overview. First Page Sage stima un calo del CTR dal 39,8% a meno del 20% quando un AI Overview è presente. Le ricerche basate su domande — “chi”, “cosa”, “perché” — attivano un riepilogo generato dall’AI circa il 60% delle volte. Le query di dieci parole o più lo fanno nel 53% dei casi. Le ricerche brevi, una o due parole, solo nell’8%.

Il quadro si complica guardando a cosa succede dopo la risposta. Secondo SparkToro e Datos, il 60% delle ricerche su Google si conclude oggi senza nessun click a un sito esterno. The Digital Bloom ha misurato zero-click al 69% tra maggio 2024 e maggio 2025, il tasso di crescita più alto mai registrato. Pew Research ha trovato che il 26% delle sessioni in cui compare un AI Overview si chiude senza ulteriori navigazioni, contro il 16% delle sessioni senza riepilogo AI. Non è un effetto marginale.

Per i publisher il dato più significativo arriva da una comparazione interna al mondo AI. ChatGPT — che secondo OpenAI ha raggiunto 900 milioni di utenti settimanali attivi a febbraio 2026 — invia l’87,4% di tutto il traffico referral generato da piattaforme AI. Gli AI Overviews di Google raggiungono miliardi di utenti al mese, ma trattengono l’utente all’interno della SERP. ChatGPT cita e manda fuori. La differenza non è tecnica: è strutturale. Dati di maggio 2026 mostrano però che solo il 6,8% delle query desktop di ChatGPT negli Stati Uniti includeva citazioni, quindi anche quel traffico referral resta limitato in termini assoluti.

C’è un elemento che i dati aggregati tendono a nascondere. I brand citati negli AI Overviews ottengono circa il 120% di click organici in più per impression rispetto ai brand non citati, secondo Seer Interactive. Apparire nel riepilogo generato conta molto più che stare in prima posizione nei risultati tradizionali. Questo sposta le priorità di chi lavora sulla visibilità online: non basta produrre contenuti, occorre essere le fonti di cui l’AI si fida. Muck Rack ha rilevato a maggio 2026 che l’84% delle citazioni AI proviene da media di terze parti, non da pagine di proprietà dei brand.

Il 2026 si apre con Google AI Mode arrivato a 75 milioni di utenti già a fine 2025, con ricavi legati all’AI generativa cresciuti del 400% secondo i risultati di Alphabet. La ricerca classica non è finita — cinque trilioni di ricerche annue lo dimostrano — ma il modello economico costruito intorno al click sta perdendo terreno query dopo query. Chi dipende dal traffico organico deve fare i conti con un’infrastruttura che risponde sempre meglio senza uscire da sé stessa.


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