Goldman Sachs: «Siamo una catena di montaggio umana». Così vogliono cambiare Wall Street con l’AI

La promessa della finanza: nessun licenziamento di massa

Finanza 14 mag 2026

3 min.

Goldman Sachs: «Siamo una catena di montaggio umana». Così vogliono cambiare Wall Street con l’AI

Goldman Sachs si descrive come una “catena di montaggio umana” e vuole trasformarla in una catena di montaggio digitale. John Waldron, presidente e chief operating officer della banca, ha dichiarato a CNBC che l’istituto sta già dispiegando agenti di intelligenza artificiale generativa per automatizzare le operazioni più ripetitive — e che il numero complessivo di dipendenti rimarrà sostanzialmente invariato. La promessa è netta: nessun licenziamento di massa. La realtà, come sempre, è più sfumata.

Waldron ha paragonato la trasformazione in corso a quella vissuta dal settore manifatturiero con l’avvento della robotica: le fabbriche hanno guadagnato capacità senza dover assumere in proporzione, e le banche puntano a fare lo stesso. Il programma interno OneGS 3.0, annunciato in un memo firmato anche dal CEO David Solomon, ha già puntato l’attenzione su processi ad alto volume come l’apertura dei conti clienti, la rendicontazione regolamentare e la gestione dei fornitori. Goldman ha chiuso il 2025 con 47.400 dipendenti e ricavi netti annui di 58,3 miliardi di dollari, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente: una posizione di forza da cui avviare la ristrutturazione dei flussi di lavoro senza la pressione di dover tagliare per sopravvivere. Secondo fonti riportate da Bloomberg Intelligence, le grandi banche d’investimento globali potrebbero ridurre fino a 200.000 posizioni nei prossimi tre-cinque anni man mano che l’AI entra nelle operazioni di back e middle office.

Le altre grandi banche americane raccontano una storia simile, con numeri già concreti. Da JPMorgan, Marianne Lake, responsabile del banking retail, ha riferito che la produttività nelle aree dove l’AI è già operativa è salita al 6%, il doppio rispetto al livello pre-adozione. Citigroup ha comunicato un aumento del 9% della produttività nei team di sviluppo software grazie all’AI generativa, e la CEO Jane Fraser ha indicato che i controlli automatizzati del codice hanno già creato 100.000 ore di capacità settimanale aggiuntiva. Wells Fargo, dal canto suo, non ha ancora ridotto l’organico a causa dell’AI, ma il CEO Charlie Scharf è stato esplicito: chi afferma che l’AI non porterà a meno dipendenti o non sa di cosa parla oppure non è del tutto onesto. I budget interni della banca, secondo fonti di settore, puntano già a un organico più snello entro il 2026.

Quello che emerge dal confronto tra le dichiarazioni dei vertici bancari è una strategia comune: usare i guadagni di produttività per frenare le nuove assunzioni, non per licenziare in blocco. JPMorgan ha già distribuito strumenti di AI generativa a oltre 200.000 dipendenti, di cui 125.000 li usano ogni giorno. Il CEO Jamie Dimon ha detto senza giri di parole che l’AI “eliminerà posti di lavoro” e che “le persone dovrebbero smettere di fare finta di niente” — ma ha anche sottolineato che la banca pianifica di riqualificare i dipendenti coinvolti. Le figure più vulnerabili, secondo gli analisti, sono i ruoli contabili e amministrativi a bassa specializzazione, mentre la domanda di ingegneri, esperti di modelli AI e specialisti della sicurezza informatica è destinata a salire. Secondo dati Accenture, il 76% delle banche prevede di aumentare il personale tecnico proprio grazie all’espansione dell’AI agenziale — quella capace di eseguire compiti complessi in autonomia, senza bisogno di istruzioni passo dopo passo.

La vera partita non si gioca sui numeri dell’organico di oggi, ma sulla struttura del lavoro bancario di domani. Se l’AI automatizza la parte più meccanica del mestiere — la ricerca di informazioni, la produzione di documenti, la prima revisione di contratti e report — i giovani analisti perdono la palestra tradizionale con cui si costruisce l’esperienza. Goldman sostiene che questo libera tempo per attività a maggiore valore. I critici rispondono che elimina i gradini bassi della scala gerarchica, quelli che per decenni hanno formato i professionisti di domani. Chi ha ragione lo dirà il mercato del lavoro finanziario nei prossimi anni — e le banche lo sapranno prima di chiunque altro.


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