Il forum Three Seas Initiative, tenutosi nella città croata di Dubrovnik sul Mediterraneo, è diventato il palcoscenico di una svolta geopolitica ed energetica di portata storica. Gli Stati Uniti insieme ad aziende statunitensi hanno firmato accordi miliardari con diversi paesi balcanici, rafforzando la presenza energetica di Washington nella regione e sostenendo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza di questa parte d’Europa dal gas russo, sostituendolo con forniture statunitensi e tecnologia a stelle e strisce. Come ha dichiarato il Segretario all’Energia Chris Wright, “questa parte d’Europa sta tornando al buon senso: la via per la prosperità è più energia, non meno”.
Sul fronte energetico, i numeri sono imponenti. L’Albania ha siglato un accordo ventennale per la fornitura di GNL statunitense del valore di 6 miliardi di dollari, mentre Croazia e Bosnia hanno firmato un progetto di gasdotto da 1,5 miliardi di dollari che collegherà Sarajevo alla rete europea del gas liberandola di fatto dalle forniture di Mosca. L’ambasciatrice statunitense Kimberly Guilfoyle ha commentato su X che questo impegno “rafforza la sicurezza energetica e la sicurezza nazionale dell’intera regione”.
Ma la vera sorpresa arriva dal fronte dell’AI. La società croata Rade Koncar ha firmato una lettera d’intenti con il gruppo USA Pantheon Atlas per costruire un enorme centro dati e di sviluppo AI nel cuore della Croazia con una capacità pianificata di un gigawatt, un valore stimato di 50 miliardi di euro e l’avvio dei lavori previsto per il 2027. Un’infrastruttura di questa scala non è solo un investimento tecnologico, ma anche una dichiarazione d’intenti: i Balcani vogliono diventare un hub dell’AI, ma con gli USA come partner privilegiato al posto dei partner europei.
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