È di Xiaomi e non di DeepSeek il misterioso modello AI cinese diffuso negli ultimi giorni

Lo ha reso noto Luo Fuli, ex ricercatrice di DeepSeek e oggi a capo del team AI di Xiaomi

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È di Xiaomi e non di DeepSeek il misterioso modello AI cinese diffuso negli ultimi giorni

L’11 marzo, sulla piattaforma OpenRouter, è comparso un modello di intelligenza artificiale battezzato come Hunter Alpha senza alcuna attribuzione. Le sue specifiche, un trilione di parametri e una finestra di contesto da un milione di token, hanno alimentato le speculazioni e portato molti ad associarlo al famigerato modello di DeepSeek V4, il successore atteso dei modelli cinesi che avevano già fatto tremare le borse tech mondiali. A fare chiarezza però è stata Luo Fuli, ex ricercatrice di DeepSeek e oggi a capo del team AI di Xiaomi, che ha reso noto che Hunter Alpha è una versione di test interna di MiMo-V2-Pro di Xiaomi.

Non un modello di chat, ma un “cervello” pensato per agenti AI autonomi, capaci di eseguire compiti complessi con minima supervisione umana. “Lo chiamo un’imboscata silenziosa, non perché l’avessimo pianificato, ma perché il passaggio dal paradigma chat a quello agent è avvenuto così in fretta che faticavamo a crederci noi stessi”, ha spiegato Luo su X.

I numeri parlano chiaro. Durante la settimana in incognito, Hunter Alpha ha superato un trilione di token di utilizzo, dominando la classifica di OpenRouter per più giorni consecutivi. Goldman Sachs prevede che Xiaomi investirà 40 miliardi di yuan in ricerca e sviluppo nel 2026, vedendo nel modello un potenziale vantaggio competitivo globale.

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