Le Nazioni Unite hanno ufficialmente creato una commissione di 40 scienziati internazionali per studiare come mantenere il controllo umano sull’intelligenza artificiale, una tecnologia che, secondo il segretario generale António Guterres, “supera la nostra capacità collettiva di comprenderla, figuriamoci di governarla”.
L’annuncio è arrivato durante il World AI Summit a Nuova Delhi, dove Guterres ha avvertito che ci stiamo “dirigendo verso l’ignoto” e “l’innovazione nell’AI avanza alla velocità della luce, ma senza regole chiare rischia di sfuggirci di mano”. Tra i membri della commissione c’è anche l’italiano Paolo Benanti, esperto di etica delle tecnologie e docente alla Pontificia Università Gregoriana, che lavorerà al fianco di accademici, rappresentanti di governi e società civile per i prossimi tre anni.
Secondo Guterres i rischi sono concreti: dalla diffusione di disinformazione alla sorveglianza di massa, fino alla perdita di posti di lavoro e all’approfondirsi delle disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri. “Oggi le competenze sull’AI sono concentrate in poche aziende e nazioni. Questo rischia di trasformare i divari digitali in abissi”, ha avvertito il segretario generale. La commissione si occuperà anche valutare come sfruttare l’AI per accelerare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, dalla lotta al cambiamento climatico all’accesso all’istruzione e alla sanità. “L’AI potrebbe essere una leva per il bene comune, ma solo se governata con responsabilità”, ha aggiunto Guterres, citando esempi come la previsione di crisi umanitarie o la creazione di servizi sanitari innovativi.
Guterres ha lanciato un appello chiaro ai leader mondiali chiedendo “meno clamore, meno paura, più fatti e prove”. La commissione dovrà presentare raccomandazioni entro il 2026 su come regolamentare l’AI a livello internazionale, evitando che venga usata per violare i diritti umani o alimentare conflitti. “La scienza informa, ma sono gli esseri umani a decidere”, ha sottolineato il segretario generale, invitando a una cooperazione globale per evitare una corsa agli armamenti tecnologici. Intanto, il Summit di Nuova Delhi ha prodotto una dichiarazione congiunta che impegna i paesi a collaborare per una governance trasparente.
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