Sam Altman, CEO di OpenAI, ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale: “Il mondo ha bisogno di regole globali per l’intelligenza artificiale, e ne ha bisogno ora”. Parlando all’AI Impact Summit 2026 a Nuova Delhi, Altman ha paragonato la necessità di regolamentazione dell’intelligenza artificiale a quella dell’energia nucleare, proponendo la creazione di un’organizzazione internazionale simile all’AIEA per coordinare gli sforzi tra stati e aziende private. “Non sto suggerendo che non servano regole o tutele. Al contrario, servono con urgenza, perché una tecnologia così potente non può essere lasciata senza controllo”, ha affermato, citando rischi concreti come la creazione di agenti patogeni tramite modelli open source.
L’evento, che ha riunito diversi leader politici e tech come Sundar Pichai di Google e Dario Amodei di Anthropic, ha messo in luce anche le tensioni e la mancanza di una visione comune tra le grandi aziende del settore. Un chiaro esempio di questa frattura è emerso durante la foto di gruppo, quando Altman e Amodei hanno evitato di stringersi la mano, simbolo delle rivalità in corso nella corsa all’AI generale fra OpenAI e Anthropic.
Altman ha anche colto l’occasione per lanciare una previsione choc: “Entro il 2028, la capacità intellettuale globale all’interno dei data center supererà quella umana”. Sul versante della disoccupazione tecnologica e l’impatto sociale della tecnologia sul mondo del lavoro, nonostante i timori diffusi, il CEO di OpenAI in questo ambito si è detto ottimista: “L’AI renderà molte cose più economiche e accelererà la crescita economica, migliorando l’accesso a sanità e istruzione di qualità”.
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