Determinare l’età delle stelle con l’AI? Grazie ad un nuovo progetto italiano è possibile

Il metodo testato dal team di ricercatori italiani si basa sull'utilizzo di una rete neurale in grado di compiere osservazioni di alta qualità su larga scala

2 min.

Determinare l’età delle stelle con l’AI? Grazie ad un nuovo progetto italiano è possibile

Il progetto di osservazione basato su AI

Dalla collaborazione fra l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Università degli studi di Palermo è stato estratto un metodo scientifico che mischia conoscenze astrofisiche e statistiche pregresse con l’intelligenza artificiale per ampliare le conoscenze della Galassia e determinare l’età delle stelle più giovani, un’operazione tradizionalmente molto complessa.

I ricercatori hanno utilizzato una rete neurale, ovvero un modello matematico che imita il funzionamento del cervello per riconoscere schemi e prendere decisioni, che consente di stimare con maggiore precisione la temperatura superficiale e l’età delle stelle giovani. Per condurre le proprie ricerche hanno utilizzato enormi cataloghi di osservazioni fotometriche derivanti dalle ricerche realizzate dal satellite Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dai rilevamenti 2MASS. Rispetto al metodo classico, che prevede osservazioni spettroscopiche di alta qualità, questo si rileva più efficace perché è in grado di agire su una scala più ampia.

Il team di ricercatori ha addestrato la rete neurale usando un dataset di stelle osservate con lo spettrografo FLAMES sul Very Large Telescope (VLT). Il modello ha imparato a riconoscere relazioni complesse tra i colori osservati e le temperature delle stelle, raggiungendo un’accuratezza simile a quella delle osservazioni spettroscopiche pur basandosi solo sui dati fotometrici.

I risultati delle ricerche

Il nuovo metodo è stato applicato all’osservazione delle stelle di piccola massa, cioè quelle inferiori a due masse solari che costituiscono la maggior parte della popolazione stellare della Via Lattea. I principali risultati hanno messo in luce che gli ammassi analizzati sono fino a tre volte più vecchi di quanto stimato in precedenza.

Inoltre è stato evidenziato che il processo di formazione stellare non avviene in un singolo episodio rapido, ma in più fasi distinte nel tempo. Nell’osservazione dei modelli sono stati inclusi anche gli starspot, cioè delle vaste regioni magnetiche, simili alle macchie solari, che rendono le stelle giovani apparentemente più fredde.

Questo nuovo approccio rappresenta un progresso significativo per lo studio della formazione stellare nella nostra Galassia. Secondo Loredana Prisinzano, responsabile del progetto e prima ricercatrice dell’INAF, la scoperta “contribuirà a ridefinire la nostra comprensione della nascita delle stelle nei bracci di spirale della Galassia”.

L'AI per scoprire i misteri dell'universo: il progetto texano

L'Università del Texas ha creato un istituto di nome CosmicAI…


Articoli simili

Ultime news


Chip AI progettati in 2 settimane: la startup che sfida l’industria

Architect Labs ha raccolto 24 milioni di dollari per automatizzare…

ChatGPT lancia gli “sponsored agents”: la pubblicità diventa un agente AI

OpenAI ha introdotto un nuovo formato pubblicitario in ChatGPT: cliccando…

Bill Gates come Bernie Sanders: propone la tassa sui robot (e guarda a Xi Jinping)

In un nuovo saggio il fondatore di Microsoft chiede lavori…

Data center fantasma: la rete elettrica UK soffoca sotto l’AI

La coda di connessione alla rete britannica è esplosa da…

AWS e NVIDIA: 2 milioni di GPU in più per l’AI del futuro

AWS e NVIDIA hanno annunciato il dispiegamento di 2 milioni…

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version