L’intelligenza artificiale costruita in Puglia diventa un bene condiviso con la comunità scientifica mondiale. L’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari ha vinto il premio FORUM PA Sanità 2026 grazie a OncoAI, la piattaforma digitale che consente ai ricercatori di qualsiasi Paese di testare, per finalità di studio, gli algoritmi di AI sviluppati e validati internamente dall’IRCCS pugliese. Il riconoscimento è stato assegnato a Roma, nell’ambito della manifestazione giunta alla sua undicesima edizione, nella categoria “Infrastrutture e dati per il sistema salute“, dedicata ai progetti che valorizzano l’innovazione digitale, le infrastrutture tecnologiche e l’uso strategico dei dati nella sanità. Nella giornata conclusiva della manifestazione sono stati premiati in tutto 14 progetti provenienti da ambiti e categorie diverse.
Il cuore del progetto sta nel modello di apertura scelto dall’Istituto. Con OncoAI, attraverso un’architettura cloud modulare e scalabile, ricercatori e centri scientifici di tutto il mondo possono sperimentare da remoto gli algoritmi sui propri dati anonimizzati, in un ambiente semplice e sicuro, senza dover trasferire i propri archivi clinici originali. È il ricercatore esterno a portare i dati sulla piattaforma per testare lo strumento, non il contrario. Un approccio che, come sottolinea la stessa organizzazione promuovendo il premio, risulta per quanto noto una prima volta a livello nazionale per un IRCCS, dato che di norma gli algoritmi restano confinati all’interno del centro che li ha sviluppati.
La piattaforma ospita oggi tre strumenti dedicati al tumore della mammella, tutti pronti all’uso. Arise analizza le immagini ecografiche della neoplasia per prevedere il possibile coinvolgimento metastatico del linfonodo sentinella, un’informazione preziosa per orientare le decisioni chirurgiche. Un secondo algoritmo, dedicato alle terapie neoadiuvanti, valuta le immagini di risonanza magnetica per stimare la risposta della paziente ai trattamenti somministrati prima dell’intervento chirurgico. Peerad, infine, integra diverse informazioni cliniche e diagnostiche per stimare il rischio di recidiva, prendendo come riferimento il test genomico EndoPredict.
Oltre alla ricerca clinica, il progetto guarda con particolare attenzione alla sicurezza e alla tutela della privacy. L’ambiente è progettato con anonimizzazione automatica, autenticazione a due fattori e tracciabilità delle operazioni, in piena conformità al GDPR. La roadmap prevede l’avvio dell’iter di certificazione CE-MDR, condizione abilitante per un eventuale impiego clinico futuro degli strumenti, che oggi non è invece previsto. L’architettura modulare consentirà inoltre di aggiungere nel tempo nuovi algoritmi dedicati ad altre patologie oncologiche, rendendo il modello trasferibile anche ad altri istituti e aziende sanitarie italiane e straniere.
Commentando il riconoscimento, Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA, la società del Gruppo Digital360 che promuove il premio, ha sottolineato che “la sfida oggi è trasformare l’innovazione in modelli di cura concreti e replicabili“. Secondo Dominici, OncoAI dimostra che grazie all’eccellenza dell’Istituto Tumori di Bari “questa trasformazione è già in corso e può migliorare davvero servizi e qualità delle cure, persino mettendosi a disposizione della comunità scientifica internazionale“.
A ritirare il premio a Roma è stata la delegazione dell’Istituto guidata dalla direttrice scientifica Raffaella Massafra, insieme al direttore sanitario Vito Campanile, alla direttrice amministrativa Elena Tarantini e alla ricercatrice Samantha Bove, che fa parte del laboratorio di Biostatistica e Bioinformatica dove gli algoritmi sono nati. Un riconoscimento che conferma il ruolo crescente dell’Italia nella medicina di precisione e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca oncologica, con l’obiettivo di trasformare i risultati scientifici in strumenti validati e riconosciuti su scala globale.
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