Un sistema di AI per lo studio astronomico ha permesso la scoperta di oltre 100 esopianeti

Lo strumento si chiama RAVEN ed è stato sviluppato dall'università di Warwick. In alcuni ambiti si è dimostrato più efficiente del telescopio della NASA Kepler

2 min.

Un sistema di AI per lo studio astronomico ha permesso la scoperta di oltre 100 esopianeti

Un team di astronomi dell’Università di britannica di Warwick ha sviluppato RAVEN, acronimo di RAnking and Validation of ExoplaNets, un sistema di intelligenza artificiale capace di scandagliare enormi archivi di dati astronomici con una precisione e una velocità senza precedenti. Applicato alle osservazioni del telescopio spaziale TESS della NASA, che monitora le stelle cercando impercettibili cali di luminosità causati dal transito di un pianeta, RAVEN ha confermato l’esistenza di oltre 100 esopianeti, tra cui 31 pianeti completamente nuovi, e identificato più di 2.000 corpi celesti anch’essi pianeti con alta probabilità. Gli esopianeti, detti anche pianeti extra solari, sono pianeti che non appartengono al sistema solare e orbitano attorno a una stella diversa dal Sole.

Il punto di forza di RAVEN non è solo la velocità, ma anche la sua capacità critica. “La difficoltà sta nel determinare se il calo di luminosità sia davvero causato da un pianeta o da altri fenomeni, come sistemi binari a eclisse. È proprio questo il problema che RAVEN affronta”, spiega Andreas Hadjigeorghiou, che ha guidato lo sviluppo del sistema. L’AI è stata addestrata su centinaia di migliaia di simulazioni realistiche, imparando a distinguere segnali genuini da falsi positivi. David Armstrong, professore associato a Warwick, sottolinea che RAVEN “permette di analizzare dataset enormi in modo coerente e oggettivo. Non è solo un elenco di pianeti potenziali, ma è abbastanza affidabile da usare per mappare la prevalenza di diversi tipi di pianeti attorno a stelle simili al Sole”.

I risultati ridisegnano anche la conoscenza statistica del cosmo. Circa il 9-10% delle stelle simili al Sole ospita un pianeta con orbita ravvicinata, un dato in linea con i dati raccolti dalla missione Kepler, il telescopio spaziale della NASA lanciato nel 2009 e ritirato nel 2018, ma ottenuto con un livello di precisione maggiore.

Tra le scoperte più inattese compaiono i pianeti nel cosiddetto “deserto nettuniano”, cioè una zona del cosmo in cui si prevede la presenza di pochissimi corpi celesti. “Per la prima volta possiamo quantificare con precisione quanto sia vuoto questo deserto”, ha dichiarato il ricercatore dell’Università di Warwick Kaiming Cui. “Questi risultati dimostrano che TESS può ora eguagliare, e in alcuni casi superare, Kepler nello studio delle popolazioni planetarie”.


Articoli simili

Ultime news


Spionaggio: l’FBI ha arrestato un ingegnere saudita accusato di aver registrato senza permesso negli uffici di OpenAI

Abdulrahman Alfozan, 35 anni, cittadino saudita, lavorava come ingegnere a…

Google rilascia Gemini 4 Argon: 1 milione di token e cybersecurity autonoma

Google ha rilasciato Gemini 4 Argon il 13 ottobre 2026,…

Milano si candida a sede per la governance mondiale dell’Intelligenza artificiale

L’iniziativa, promossa da realtà come AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio,…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version