Il Wall Street Journal ha pubblicato il 1° luglio 2026 un articolo che descrive un prototipo di dispositivo AI mostrato da SpaceX agli investitori prima della sua IPO da record. Il dispositivo sarebbe più sottile di un iPhone, girerebbe su un sistema operativo proprietario e sfrutterebbe la tecnologia di xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk assorbita da SpaceX all’inizio del 2026. Elon Musk ha risposto su X con due parole: “utterly false”. Lo stock di SpaceX è sceso del 7-8% nel giro di poche ore.
Stando al WSJ, il prototipo è alimentato da un chip Qualcomm Snapdragon e integra i modelli di Grok, l’assistente AI di xAI. SpaceX avrebbe mostrato il dispositivo a investitori e stakeholder prima della quotazione, specificando che il progetto era ancora abbastanza precoce da poter cambiare design. Non esiste una finestra di lancio annunciata, nessun prezzo, nessuna chiarezza su se l’hardware si appoggerebbe a Starlink, a operatori cellulari tradizionali, o a entrambi. Sul fronte mercati, la notizia ha comunque spostato capitali: le azioni Qualcomm sono salite di circa tre punti percentuali.
La smentita di Musk non è la prima. Il CEO di SpaceX ha respinto in passato rapporti analoghi sulla società che sviluppava un concorrente dell’iPhone, dichiarando in modo netto “we are not developing a phone” dopo un articolo simile di Reuters a febbraio. A gennaio aveva detto che un telefono Starlink “non era da escludere a un certo punto”, aggiungendo che un tale dispositivo sarebbe molto diverso dagli smartphone attuali. La negazione esplicita e pubblica contrasta con le fonti del WSJ, e come nota The Next Web, o le fonti del giornale sono nel torto, o SpaceX sta ritrattando un progetto presentato agli investitori solo settimane fa.
Il contesto strategico è più leggibile della disputa giornalistica. SpaceX ha incorporato xAI a febbraio in una fusione valutata circa 1.250 miliardi di dollari, dando alla società di razzi accesso diretto ai modelli AI e all’infrastruttura del laboratorio di Musk. SpaceX ha inoltre comunicato agli investitori di voler vendere il servizio telefonico Starlink direttamente ai consumatori statunitensi, aprendo una potenziale sfida a Verizon, AT&T e T-Mobile. Starlink sarebbe il livello di rete, xAI quello dell’intelligenza, un sistema operativo proprietario controllerebbe l’esperienza software, e un dispositivo handset fungerebbe da punto di accesso al consumatore. È uno stack verticale completo, dalle orbite basse al palmo della mano.
Il confronto con OpenAI è inevitabile. OpenAI sta lavorando con Jony Ive, ex chief design officer di Apple, su un dispositivo AI che il CEO Sam Altman ha descritto come più “sereno” di un iPhone. OpenAI ha recentemente assunto Paul Meade, il VP di Apple responsabile del Vision Pro, per rafforzare il team hardware — un segnale che il progetto è trattato come un prodotto reale, non come un demo di ricerca. Il cimitero è affollato di lanci falliti di dispositivi AI da parte di aziende come Humane e Rabbit. SpaceX avrebbe però un vantaggio concreto rispetto a quei precedenti: la capacità manifatturiera ereditata da Tesla e l’accesso ai chip per il calcolo locale le conferiscono una credibilità hardware che Humane o Rabbit non hanno mai avuto.
Che il prototipo esista o meno nella forma descritta dal WSJ, la logica industriale che lo renderebbe sensato è già sul tavolo. SpaceX controlla la connettività satellitare, i modelli AI tramite xAI, e ora anche una piattaforma quotata in borsa con cui finanziare ambizioni consumer. Se Musk dovesse tornare su questa idea — come già fatto con Tesla, con Starlink e con X — la smentita di oggi diventerebbe facilmente il lancio di domani.
