Mustafa Suleyman, responsabile dell’intelligenza artificiale di Microsoft e co-fondatore di DeepMind, ha definito lo sviluppo della superintelligenza artificiale (ASI) per come viene pensata oggi dalla maggioranza delle società di AI un “anti-obiettivo”, cioè un’eventualità da non perseguire e da cui tenersi a debita distanza. Al suo posto è necessaria un’intelligenza “umanista”, in grado di servire e preservare il benessere dell’umanità.
Parole nette e forti, che Suleyman ha pronunciato intervenendo come ospite in una puntata del podacst “Silicon Valley Girl”. Il pioniere dell’AI non vede sviluppi positivi nei principi che stanno ispirando diverse big tech nello sviluppo della superintelligenza, ma piuttosto grandi difficoltà nel contenere la sua autonomia e nell’allinearla ai valori umani.
In aperto contrasto con gli obiettivi di diverse aziende del settore come Meta e OpenAI, Suleyman ha dichiarato di essere al lavoro su un grande progetto di “superintelligenza umanista”, ovvero un’AI super potente progettata per servire interessi e scopi umani e funzionare solo mediante il controllo umano.
Per Suleyman la finta coscienza dell'AI è "inevitabile e sgradita: si arriverà a difendere i diritti delle macchine"
L'ha scritto in un breve saggio pubblicato sul suo blog
