Gianpiero Ciacci
La scrittura di un prompt efficace non risponde a regole magiche, ma si fonda su un principio di estrema chiarezza comunicativa, molto simile a come si delegherebbe un compito complesso a un collaboratore umano intelligente ma privo di contesto pregresso. Per ottenere il massimo da un modello linguistico, l’ambiguità è il primo nemico da abbattere. Sostituire richieste generiche con istruzioni precise e circostanziate permette alla macchina di restringere il campo delle probabilità statistiche, focalizzandosi esattamente sull’obiettivo desiderato anziché tentare di indovinare le intenzioni dell’utente.
Il primo punto di questa pratica consiste nello stabilire un ruolo ben definito per l’intelligenza artificiale. Chiedere al sistema di agire nei panni di un esperto correttore di bozze, di un programmatore senior o di un divulgatore scientifico non è un semplice esercizio di stile, ma serve a calibrare istantaneamente il tono di voce, il livello di tecnicismo e la struttura sintattica della risposta. A questa identità operativa va poi agganciato un contesto solido. Spiegare lo scenario di partenza, i motivi che spingono alla richiesta e i dettagli del pubblico di destinazione fornisce alla macchina quelle coordinate relazionali e concettuali che altrimenti le mancherebbero, trasformando un testo standard in un contenuto personalizzato e pertinente.
Altrettanto cruciale è la definizione dello scopo ultimo dell’interazione, che deve chiarire non solo cosa la macchina deve produrre, ma anche il valore o l’effetto che quel testo deve generare. Per evitare che il sistema divaghi o utilizzi strutture ridondanti, l’applicazione di vincoli rigidi diventa lo strumento di controllo più potente a disposizione dell’autore del prompt. Imporre limiti di lunghezza, vietare l’uso di determinati vocaboli, escludere specifiche sezioni o richiedere una formattazione testuale ben precisa costringe l’algoritmo a muoversi entro binari definiti, garantendo che l’output sia immediatamente utilizzabile e privo di elementi superflui o fuori fuoco.
Una lista di controllo da seguire per ottenere un prompt efficace potrebbe essere la seguente:
Definisci il compito – Indica chiaramente cosa vuoi che l’AI faccia. Usa verbi d’azione specifici e diretti, invece di termini generici.
Fornisci contesto – Spiega il quadro generale della tua richiesta. Includi dettagli rilevanti e informazioni aggiuntive che aiuteranno l’AI a comprendere meglio ciò che stai cercando
Stabilisci dei vincoli – Se ci sono limitazioni o requisiti specifici, specificali nel prompt. Questo aiuterà l’AI a restringere la sua risposta e a renderla più precisa.
Specifica il formato di output – Se hai bisogno che la risposta sia in un certo formato (ad esempio, un elenco, un paragrafo, un codice), indica chiaramente questo aspetto nel prompt.
Assegna un ruolo all’AI – Se appropriato, chiedi all’AI di assumere un ruolo specifico (es. uno storico, un consulente finanziario) per guidare il tono e il contenuto della risposta.
Sii specifico e dettagliato – Più dettagli fornisci, più l’AI sarà in grado di capire cosa stai cercando e fornire una risposta accurata.
Evita ambiguità e ripetizioni – Rendi il prompt il più chiaro e conciso possibile, evitando termini o frasi che potrebbero confondere l’AI.
Sperimenta e adatta – Non aver paura di provare diversi prompt e di adattarli in base alle risposte iniziali dell’AI. Questo processo iterativo ti aiuterà a trovare il modo migliore per ottenere i risultati desiderati.
Un esempio per la realizzazione di un’immagine dettagliata potrebbe essere il seguente, ipotizzando di aver fornito al sistema di IA una foto della persona da rielaborare:
Crea un’immagine. Realizza un giocattolo basato sull’immagine. Che sia un action figure. Accanto alla figura dovrebbero esserci gli accessori del giocattolo, ciascuno nella propria confezione blister. 1) iPhone 2) taccuino nero 3) un defibrillatore. 4) un paio di scarpe da corsa Saucony. Non ripetere in nessun caso gli accessori. Il cartoncino che sostiene il blister deve essere nero opaco. Inoltre, sulla parte superiore della scatola, scrivi “Pierino” con il font San Francisco. Il personaggio e gli accessori devono trovarsi tutti all’interno dei blister. Visualizza il tutto in modo realistico

Gianpiero Ciacci è nato nel 1973 a Siena. Laureato in Ingegneria Informatica nel 1998 presso l’Università degli Studi di Siena e abilitato alla professione di Ingegnere, è stato docente di materie informatiche presso l’Università degli Studi di Siena e l’Università per Stranieri di Siena dal 2000 in poi e ha ha tenuto corsi di aggiornamento professionale per enti pubblici e privati. L’attività professionale si incentra sulla progettazione ed allestimento di reti, sulla consulenza in ambito di sicurezza informatica ed è CTU per il Tribunale di Siena. Presso l’Università per Stranieri di Siena ricopre il ruolo di Direttore del Centro Servizi Informatici dal 2001. Recentemente ha pubblicato manuali sulla cybersecurity, intelligenza artificiale e reti neurali.