Paul Meade, vicepresidente Apple a capo del Vision Pro e del programma smart glasses, lascia Cupertino per unirsi all’unità hardware di OpenAI. Secondo Bloomberg, Meade uscirà dalla società entro pochi giorni e sarà subito operativo nel team che sviluppa la famiglia di dispositivi AI-powered dell’azienda di Sam Altman. Apple e OpenAI hanno entrambe rifiutato di commentare.
Meade è ad Apple da oltre quindici anni. Ha lavorato all’iPad, poi all’iPhone, e dal 2019 ha guidato l’ingegneria hardware del Vision Pro per sette anni consecutivi. Era anche il responsabile tecnico delle smart glasses senza display che Apple punta a lanciare entro la fine del 2027, prodotto con cui Cupertino vuole competere con i Ray-Ban di Meta. A sostituirlo sarà Fletcher Rothkopf, suo storico vice e attuale responsabile del product design sia per il Vision Pro che per il progetto occhiali. Un avvicendamento ordinato sulla carta, ma che lascia Apple senza il suo ingegnere hardware più esperto proprio mentre la finestra temporale per le smart glasses si stringe.
Le ragioni della partenza non sono solo economiche. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, la mossa di Meade è legata direttamente alla ristrutturazione interna avviata da Johny Srouji, promosso a chief hardware officer dopo che John Ternus — attuale capo dell’hardware e prossimo CEO di Apple dal primo settembre — ha lasciato il ruolo. Srouji ha ridisegnato la catena di comando, inserendo un livello intermedio tra sé e i vicepresidenti: molti di loro si sono ritrovati a riportare a Tom Marieb, nuovo VP dell’ingegneria hardware, perdendo l’accesso diretto ai vertici. Per Meade, evidentemente, non era abbastanza.
In OpenAI, Meade ritroverà un gruppo di ex colleghi Apple che si è già consolidato. Jony Ive, Tang Tan ed Evans Hankey — rispettivamente ex chief design officer, ex responsabile hardware product design e ex capo del design industriale di Apple — avevano fondato la startup io, acquisita da OpenAI nel maggio 2025 per 6,5 miliardi di dollari. Un’operazione da record che aveva portato circa 55 ingegneri e designer sotto il tetto di OpenAI. Poco dopo, Bloomberg riportava che OpenAI aveva già assunto più di quaranta ingegneri hardware Apple aggiuntivi nel giro di un mese. Meade è il nome più alto in grado ad aggiungersi a questa lista.
Sul versante dei prodotti, OpenAI ha in cantiere una gamma ambiziosa. Il primo dispositivo atteso è uno smart speaker con fotocamera integrata, previsto non prima di febbraio 2027, con un prezzo tra 200 e 300 dollari. Il gruppo lavora anche su smart glasses e altri dispositivi, con lanci ipotizzati non prima del 2028. Sam Altman ha descritto la visione complessiva come quella di esperienze AI “più calme e pacifiche” rispetto a uno smartphone — una posizione che si fa più credibile con un ingegnere del calibro di Meade a bordo.
Per Apple, il conto da pagare è doppio. Il Vision Pro non ha mai sfondato commercialmente, e la società ha già abbandonato l’idea di un successore diretto, spostando le risorse sugli occhiali. Perdere proprio l’uomo che guidava quel progetto — con la scadenza del 2027 che si avvicina — è un colpo che va oltre la semplice gestione del personale. Se OpenAI riuscirà a portare sul mercato un dispositivo credibile prima che Apple completi il suo, il vantaggio competitivo che Cupertino ha sempre considerato intoccabile nel consumer hardware potrebbe assottigliarsi in modo inatteso.
