Il 21 ottobre OpenAI ha reso pubbliche due vulnerabilità critiche in PHP, il linguaggio che secondo le stime fa girare circa il 70% dei siti web. Una l’ha trovata la società di sicurezza Calif con GPT-5.6 Sol, nell’ambito dell’iniziativa Patch the Planet. Wiz ha scoperto entrambe in modo indipendente.
Le falle sono catalogate come CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619 e hanno un punteggio CVSS di 9.2 su 10. Riguardano la gestione della memoria e, stando alla ricostruzione di OpenAI, consentono l’esecuzione di codice da remoto senza autenticazione. Il problema di fondo sta nel modo in cui PHP tratta gli errori di memoria esaurita, che possono lasciare uno stato interno non valido, sfruttabile per leggere o corrompere dati.
I tempi sono lunghi. Calif ha iniziato a esaminare PHP il 30 luglio su richiesta della PHP Foundation e l’11 agosto ha segnalato un percorso di esecuzione remota riconducibile a un errore del 2024. OpenAI dice di aver segnalato lo stesso difetto lo stesso giorno. Seguono circa due mesi di coordinamento con manutentori, ricercatori e fornitori di sicurezza, prima della divulgazione.
Il contributo dell’intelligenza artificiale va letto con cautela. Wiz racconta di aver usato la propria piattaforma Wiz Atlas insieme a Gemini 4 Argon di Google e a GPT-5.6 Sol, e attribuisce a Gemini un ruolo nella scoperta, nello sviluppo degli exploit, nel rilevamento e nella validazione della patch. Il comunicato di OpenAI non precisa quale delle due falle sia stata trovata da Calif, né se Wiz abbia impiegato modelli di IA.
La PHP Foundation ha rilasciato le versioni corrette 8.2.35, 8.3.36, 8.4.27 e 8.5.12. PHP 8.1 e le versioni precedenti non ricevono correzioni ufficiali, e chi le usa deve migrare. OpenAI ha pubblicato anche uno strumento open source per verificare la versione installata, ma si limita a confrontare i numeri di versione e non accerta che la patch sia davvero applicata.
Resta il nodo del tempismo. OpenAI parla di una «finestra del difensore»: il periodo in cui i modelli avanzati servono a trovare e chiudere i buchi prima che le stesse capacità finiscano in mano agli attaccanti. Nello stesso giorno, però, Cloudflare ha dichiarato che la falla era trapelata e che i suoi clienti erano già nel mirino. In tutto il mondo sono arrivati avvisi dei governi e alcuni siti sono stati spenti per precauzione. OpenAI propone un modello in cinque fasi per gestire le vulnerabilità scoperte dall’IA e chiede alla comunità della sicurezza di criticarlo.
Il dato da seguire è il ritmo. OpenAI afferma che questi bug sono tra molti altri già individuati e prevede un aumento marcato di scoperte simili nei prossimi mesi. Se è così, i manutentori volontari di progetti open source dovranno reggere un flusso di segnalazioni molto più fitto, e due mesi di embargo potrebbero non bastare.
