OpenAI è stata denunciata per violazione di copyright da Encyclopedia Britannica e Merriam-Webster

L'autorevole enciclopedia inglese e il celebre editore statunitense hanno accusato l'azienda di aver utilizzato senza autorizzazione quasi 100.000 articoli protetti da copyright per addestrare ChatGPT

Legal 18 mar 2026

2 min.

OpenAI è stata denunciata per violazione di copyright da Encyclopedia Britannica e Merriam-Webster

Encyclopedia Britannica, la più antica e autorevole enciclopedia in lingua inglese fondata nel 1768 in Scozia, e Merriam-Webster, celebre editore statunitense di dizionari, hanno dichiarato guerra legale a OpenAI accusando l’azienda di aver utilizzato senza autorizzazione quasi 100.000 articoli protetti da copyright per addestrare ChatGPT. Secondo la denuncia presentata venerdì scorso al tribunale federale di Manhattan, OpenAI non solo avrebbe “saccheggiato” contenuti enciclopedici e dizionari, ma avrebbe anche generato risposte che riproducono, a volte alla lettera, testi protetti, danneggiando il traffico web e la reputazione delle storiche istituzioni culturali.

La causa si inserisce in un contesto già molto teso, in cui OpenAI è coinvolta in numerose dispute legali con editori come The New York Times, Ziff Davis e U.S. News & World Report, tutti accusati di aver visto i propri contenuti sfruttati dai modelli di intelligenza artificiale. Gli esperti sottolineano che il caso Britannica potrebbe essere aggregato al procedimento Multi-District Litigation già in corso a Manhattan, che riunisce sedici cause simili. ll procedimento MDL, Multi-District Litigation, è uno strumento legale utilizzato negli Stati Uniti per gestire in modo più efficiente cause simili pendenti in diversi tribunali federali. Secondo gli analisti, una sentenza non è attesa prima dell’estate 2026, ma il suo esito potrebbe ridefinire i confini dell’utilizzo legittimo di opere protette da diritto d’autore nell’era digitale.

OpenAI non ha ancora risposto pubblicamente alle accuse, ma in passato ha sempre sostenuto che l’addestramento dei modelli su testi pubblicamente disponibili rientri nel concetto di “uso trasformativo”. Tuttavia, la causa di Britannica solleva un ulteriore problema. Le cosiddette “allucinazioni” dell’AI, un frequente fenomeno in cui i modelli ricostruiscono false informazioni, avrebbero danneggiato la credibilità secolare di Britannica. Mentre il dibattito legale infuria, cresce anche il numero di media che scelgono la via dell’accordo. News Corp ad esempio ha recentemente siglato un patto da 50 milioni di dollari l’anno con Meta, segnalando una possibile strada alternativa alla controversia.

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