OpenAI aggiunge watermark invisibile ai testi di ChatGPT nell’UE

OpenAI introduce textGrain, un watermark invisibile nei testi generati da ChatGPT e Codex per gli utenti dell'Unione Europea, in risposta all'articolo 50 dell'AI Act. Il sistema altera statisticamente le scelte lessicali del modello e sarà obbligatorio nell'UE nelle prossime settimane.

ChatGPT - Legal 6 ott 2026

2 min.

OpenAI aggiunge watermark invisibile ai testi di ChatGPT nell’UE

OpenAI ha annunciato il 5 ottobre 2026 l’introduzione di un watermark invisibile nei testi prodotti da ChatGPT e Codex per tutti gli utenti dell’Unione Europea. La tecnologia si chiama textGrain e risponde alle disposizioni dell’articolo 50 dell’EU AI Act, entrate in vigore il 2 agosto 2026, che obbligano i fornitori di AI generativa a rendere identificabili i contenuti prodotti da macchine.

Il rollout avverrà nelle prossime settimane e riguarderà tutti i piani di ChatGPT e Codex disponibili nell’UE, senza eccezioni. Fuori dall’Europa il watermark non è attivo per default: gli sviluppatori che usano le API di OpenAI in qualsiasi altro paese del mondo possono però abilitarlo volontariamente, a partire già da oggi. L’accesso al rilevatore è invece riservato a ricercatori e organizzazioni specializzate, che possono farne richiesta caso per caso. OpenAI aveva firmato il Codice di Condotta dell’UE sulla trasparenza dei contenuti generati da AI nel giugno 2026.

Come funziona textGrain? Il sistema non inserisce caratteri nascosti, etichette visibili né metadati nel file. Modifica il pattern statistico delle scelte lessicali del modello durante la generazione del testo. Un rilevatore esterno analizza poi il passaggio e stima se porta la firma di OpenAI. La parola chiave è “stima”: il sistema riconosce il watermark nel 95% dei passaggi da almeno 400 token, con un tasso di falsi positivi di circa l’1%. Testi brevi o pesantemente modificati dall’utente riducono l’affidabilità del rilevamento. OpenAI è esplicita su questo punto: il watermark non prova che il testo sia accurato, né stabilisce chi ne sia l’autore.

La mossa arriva circa due mesi dopo che Anthropic aveva introdotto watermark invisibili per i modelli Claude supportati, in risposta alle stesse norme europee. Il watermark di Anthropic sopravvive in parte anche al copia-incolla, perché il segnale viaggia con il testo. OpenAI non ha fornito dettagli equivalenti sulla portabilità del proprio sistema. Google, che ha sviluppato SynthID tramite DeepMind, ha percorso la strada del watermark per immagini e audio da più tempo. Sul testo, la compliance europea sta diventando il vero acceleratore dell’adozione.

La scadenza dell’AI Act per i fornitori già attivi è fissata al 2 dicembre 2026. Con Google, Anthropic e ora OpenAI allineate, la pressione su Microsoft e Meta — che operano modelli generativi con milioni di utenti europei — aumenta in modo concreto. La domanda aperta non riguarda se adeguarsi, ma quanto la tecnologia disponibile sia all’altezza dell’obbligo normativo. Un watermark che svanisce dopo qualche revisione del testo è uno strumento impreciso per un requisito di legge preciso. Il passo successivo, per l’intero settore, è dimostrare che l’identificazione funziona nel mondo reale — non solo nei benchmark.


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