Ogni 75 secondi un’azienda italiana decide di adottare l’AI: la rivoluzione che coinvolge (quasi) tutti

Unlocking Italy's AI Potential è il nuovo report di AWS che descrive come il 40% delle aziende italiane abbia già integrato sistemi di AI nelle sue attività produttive

Lavoro 26 mag 2026

2 min.

Ogni 75 secondi un’azienda italiana decide di adottare l’AI: la rivoluzione che coinvolge (quasi) tutti

Il quadro che emerge dal nuovo report di Amazon Web Services, denominato Unlocking Italy’s AI Potential, è quello di un paese in forte movimento. Un’azienda italiana adotta l’intelligenza artificiale ogni 75 secondi, un ritmo che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato fantascientifico, e che oggi fotografa una trasformazione in atto nel tessuto produttivo nazionale.

Secondo il report, il 40% delle imprese ha già integrato strumenti di AI nei propri processi, con un incremento del 33% rispetto all’anno precedente. Una crescita che include anche le piccole e medie imprese, tradizionalmente più lente nell’adozione tecnologica, ferme al 38%. I dati ISTAT raccontano una storia simile, pur con cifre diverse. In un solo anno infatti, la quota di imprese con almeno 10 addetti che utilizza tecnologie di AI è raddoppiata, passando dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025. Un’accelerazione netta, che conferma la direzione di marcia.

I benefici percepiti dalle aziende che hanno fatto il salto sono concreti e misurabili. Secondo il report AWS, per il 66% delle imprese l’adozione dell’AI si traduce in un aumento della produttività, e nove aziende su dieci si aspettano che la tecnologia acceleri la propria crescita nei prossimi dodici mesi. Il 72% di chi usa già l’AI dichiara che i tempi di innovazione si sono accorciati, percentuale che sale all’88% tra le startup. Il quadro è confermato anche dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 50% rispetto al 2024, e sei aziende su dieci dichiarano un impatto significativo sul proprio modello di business. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio, ha commentato: “Il 2025 ha confermato la grande crescita del mercato e dello sviluppo tecnologico dell’AI, ormai di centralità assoluta nelle agende dei decisori di vertice”, aggiungendo però che questo entusiasmo impone una riflessione più strutturata su governance e misurazione dei risultati.

Restano tuttavia alcune ombre. Il principale fattore discriminante nell’adozione non è il contesto nazionale, ma la dimensione dell’impresa. In Italia nel 2025 il 53,1% delle grandi aziende dichiara di usare AI, mentre tra le PMI la quota scende al 15,7%. Un divario che rischia di ampliare le disuguaglianze già esistenti nel sistema produttivo. Nel confronto europeo, l’Italia migliora la propria posizione ma resta 18ª su 27 Paesi UE, mentre Germania, Spagna e Francia corrono più velocemente. La strada sembra tracciata, ma perché la trasformazione sia davvero diffusa e non appannaggio solo delle grandi realtà, serviranno investimenti mirati, formazione e un ecosistema normativo favorevole.

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