Nvidia, trattativa da 250 miliardi di dollari con OpenAI per la costruzione di un data center: si rafforza il duopolio

Il valore dell’accordo supera di gran lunga qualsiasi investimento precedentemente annunciato nel settore

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Nvidia, trattativa da 250 miliardi di dollari con OpenAI per la costruzione di un data center: si rafforza il duopolio

In una delle più grandi operazioni finanziarie mai viste nel settore tecnologico, Nvidia e OpenAI stanno negoziando un accordo che potrebbe garantire alla società di Sam Altman un finanziamento di 250 miliardi di dollari per la costruzione di una rete di data center da 10 gigawatt nel sud degli Stati Uniti. La notizia, riportata inizialmente dal Wall Street Journal e poi confermata da fonti vicine alla trattativa, segna un passo senza precedenti nella corsa all’espansione delle infrastrutture necessarie per alimentare i modelli di AI più avanzati.

Secondo quanto emerge dalle fonti, Nvidia non si limiterebbe a fornire chip, ma fungerebbe da garante per una parte significativa dei finanziamenti che OpenAI dovrebbe raccogliere per realizzare il progetto. La controllata energetica di SoftBank sta sviluppando il progetto da 10 gigawatt in una zona strategica degli USA, dove la disponibilità di energia a basso costo e la vicinanza a reti di distribuzione efficienti rendono l’area ideale per ospitare centri di calcolo di dimensioni mai viste prima.

Il valore dell’accordo supera di gran lunga qualsiasi investimento precedentemente annunciato nel settore. Per contestualizzare, basti pensare che il Pil dell’Irlanda nel 2025 è stato stimato in circa 500 miliardi di dollari. L’operazione, se confermata, consoliderebbe ulteriormente il duopolio di fatto tra Nvidia e OpenAI nel mercato dell’AI, già oggi dominato da poche aziende in grado di sostenere investimenti così onerosi.

Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha più volte sottolineato come la crescita dell’AI dipenda in modo cruciale dalla disponibilità di infrastrutture adeguate. In un’intervista rilasciata a CNBC a febbraio 2026, Huang aveva dichiarato che la sua azienda era pronta a considerare un investimento nell’IPO di OpenAI, definendo la collaborazione tra le due società “un’opportunità unica per accelerare l’innovazione tecnologica”.

Ma quali sono i dettagli concreti di questo accordo? Secondo The Edge Malaysia, le garanzie fornite da Nvidia permetterebbero a OpenAI di affittare il progetto da 10 gigawatt, riducendo così i rischi finanziari legati alla costruzione ex-novo di infrastrutture così complesse. In cambio, Nvidia otterrebbe un accesso privilegiato alle tecnologie di OpenAI e una posizione di vantaggio nella fornitura di chip per i futuri data center del gigante dell’AI.

Nonostante l’entusiasmo, l’operazione solleva gravi preoccupazioni tra gli analisti. SemiAnalysis, una società di ricerca specializzata nel settore dei semiconduttori, ha definito l’accordo “una bomba finanziaria con effetti collaterali imprevedibili”, sottolineando come una simile concentrazione di risorse nelle mani di così poche aziende possa limitare la concorrenza e aumentare i rischi sistemici per l’intero settore tecnologico.

Ada Lovelace, analista presso TechCrunch, ha commentato che “quando poche aziende controllano sia l’hardware che le infrastrutture necessarie per l’AI, il rischio di monopoli tecnologici diventa concreto”. Lovelace ha inoltre evidenziato come un investimento di questa portata possa distorcere il mercato, rendendo quasi impossibile per startup o aziende più piccole competere su progetti di scala simile.

Un altro aspetto critico riguarda la sostenibilità economica. Con un finanziamento garantito da Nvidia, OpenAI si troverebbe in una posizione di forza, ma anche di dipendenza. OpenAI ha già ricevuto in passato finanziamenti da Microsoft, e l’ingresso di Nvidia come garante principale potrebbe ulteriormente limitare la libertà strategica della società di Altman.

Il progetto energetico sviluppato da SoftBank nel sud degli Stati Uniti rappresenta una sfida ingegneristica senza precedenti. 10 gigawatt di potenza equivalgono alla capacità di 10 centrali nucleari di medie dimensioni o, in termini più accessibili, all’energia necessaria per alimentare circa 8 milioni di abitazioni. Secondo Data Center Dynamics, la realizzazione di un’infrastruttura di questa portata richiederebbe non solo ingenti risorse finanziarie, ma anche una pianificazione accurata per garantire la stabilità della rete e la sostenibilità ambientale. SoftBank, attraverso la sua controllata energetica, avrebbe già avviato trattative con governi locali e aziende del settore per assicurarsi la fornitura di energia rinnovabile, un aspetto cruciale per ridurre l’impatto ambientale di un progetto così imponente.

Masayoshi Son, fondatore di SoftBank, ha più volte ribadito l’importanza di investire in infrastrutture “verdi”. In un recente intervento pubblico, Son ha dichiarato che “il futuro dell’AI non può prescindere dalla sostenibilità”, aggiungendo che il suo gruppo sta lavorando a soluzioni per rendere i data center carbon neutral entro il 2030.

L’annuncio dell’accordo tra Nvidia e OpenAI ha già avuto un impatto significativo sui mercati. Dopo la diffusione della notizia, le azioni di Nvidia sono salite del 4%, mentre Microsoft, principale finanziatore di OpenAI, ha visto un leggero calo, forse a indicare una ridistribuzione degli equilibri nel settore.

Gli analisti di Reuters sottolineano come questo accordo possa essere solo l’inizio di una nuova fase di consolidamento nel mercato dell’AI. Google, Amazon e Meta stanno già investendo massicciamente in data center di nuova generazione, ma la capacità di Nvidia e OpenAI di garantire finanziamenti così elevati potrebbe spostare ulteriormente il baricentro del settore.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha commentato la trattativa in un’intervista esclusiva a Bloomberg, definendola “un’opportunità per democratizzare l’accesso all’AI avanzata”. Tuttavia, ha anche ammesso che “la sfida non sarà solo tecnologica, ma anche etica e sociale”, riferendosi ai rischi di una concentrazione eccessiva del potere decisionale nelle mani di poche aziende.

Quello che sta emergendo è un quadro in cui l’AI non è più solo una tecnologia, ma un’infrastruttura critica, paragonabile a reti elettriche o sistemi di trasporto. L’accordo tra Nvidia e OpenAI, se confermato, potrebbe segnare un punto di non ritorno, accelerando la corsa verso un futuro in cui chi controlla le infrastrutture controlla anche l’innovazione.

Tuttavia, rimane aperta la domanda su chi controllerà davvero questi giganti. Con finanziamenti così elevati e infrastrutture così complesse, sarà cruciale garantire trasparenza, concorrenza e sostenibilità, per evitare che l’AI diventi un privilegio di pochi, piuttosto che un’opportunità per tutti.


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