Nvidia ha confermato l’acquisto di Hugging Face per 12,93 miliardi di dollari, la seconda acquisizione più grande della sua storia dopo i 20 miliardi spesi per gli asset di Groq. La piattaforma, punto di riferimento globale per chi lavora con modelli open source, ospita tre milioni di modelli, un milione di applicazioni e mezzo milione di dataset. La usano oltre 18 milioni di sviluppatori e più di 200.000 aziende nel mondo.
Il CEO Jensen Huang ha scritto in un post sul blog ufficiale che Hugging Face “rimarrà una piattaforma aperta per l’intero ecosistema AI”. Una promessa che non è solo retorica: Nvidia ha precisato che l’hardware del gruppo non sarà richiesto per costruire o distribuire modelli attraverso la piattaforma. Sviluppatori e aziende potranno continuare a scegliere liberamente modelli, framework, cloud provider e infrastrutture di calcolo — inclusi quelli di AMD e altri concorrenti. La questione era centrale, perché il rischio percepito dall’esterno era che Nvidia potesse usare Hugging Face come leva per spingere i propri chip all’interno di uno stack che oggi è neutro.
A spingere verso l’accordo è stato lo stesso fondatore di Hugging Face, Clément Delangue, che ha contattato Huang personalmente ritenendo Nvidia “la casa perfetta” per la società. Le trattative si sono chiuse in tempi rapidi. Il momento non è casuale: secondo quanto riportato, Hugging Face stava toccando 150 milioni di dollari di ricavi annualizzati e si avvicinava alla redditività. Nel 2025 aveva rifiutato un’offerta da 500 milioni da parte della stessa Nvidia — meno di un quinto del prezzo finale.
Per Nvidia, l’operazione non è un diversivo. È la continuazione di una strategia precisa: controllare sempre più livelli dello stack AI, dal silicio ai modelli fondazionali. Huang ha più volte preso posizione pubblica a favore dei modelli open weight, co-firmando una lettera per sostenerne il ruolo nella competizione tecnologica globale. Hugging Face è il nodo centrale di quella rete: chiunque voglia pubblicare, trovare o valutare un modello open source passa da lì. Avere quella piattaforma significa avere visibilità su dove si muove la ricerca prima ancora che diventi prodotto.
L’analista Stephanie Walter ha sintetizzato la logica dell’accordo in modo diretto: “Nvidia vuole avere più voce in capitolo su come viene costruito lo stack.” Con questa acquisizione, il gruppo californiano non è più solo il fornitore di GPU su cui girano i modelli — è anche il custode della piattaforma dove quei modelli nascono, circolano e vengono adottati. Se Hugging Face manterrà davvero la neutralità promessa, il vantaggio per Nvidia sarà di posizione, non di esclusione. Se invece nel tempo emergessero forme di preferenza verso l’hardware proprietario, il mercato open source potrebbe cercare alternative. Per ora, la community guarda. E aspetta.
