Nel primo trimestre del 2026, OpenAI ha consumato 3,7 miliardi di dollari di liquidità, più della metà dei 5,7 miliardi di ricavi incassati nello stesso periodo. I dati emergono da documenti riservati condivisi con gli azionisti e riportati dal giornale specializzato The Information. La notizia mette in luce una dinamica paradossale che caratterizza l’industria dell’intelligenza artificiale: più crescono i ricavi, più crescono i costi. Rispetto al primo trimestre del 2025 infatti, sia il denaro bruciato che i ricavi sono triplicati, a conferma che la corsa all’AI generativa attualmente è tutt’altro che a buon mercato.
A pesare sulle casse dell’azienda sono soprattutto i costi computazionali derivanti da server, chip grafici, data center e infrastrutture per addestrare e far girare modelli sempre più potenti. I soli costi di inferenza, cioè quelli legati all’esecuzione dei modelli in risposta alle richieste degli utenti, avevano già raggiunto 8,4 miliardi di dollari nel 2025 e sono proiettati a salire fino a 14,1 miliardi nel 2026, con un margine lordo fermo al 33%.
Nonostante tutto, il quadro non è catastrofico e a fine marzo OpenAI disponeva di 73 miliardi di dollari in liquidità e titoli, rispetto ai 40 miliardi di fine 2024, un balzo riconducibile al maxi-round da 122 miliardi chiuso a marzo. Al ritmo attuale di spesa, la società ha benzina nel serbatoio per quasi cinque anni senza raccogliere un centesimo in più.
Il contesto finanziario si intreccia però con una scadenza strategica decisiva: l’IPO. L’8 giugno scorso OpenAI ha confermato di aver depositato in via confidenziale presso la SEC la bozza di registrazione, il cosiddetto S-1, che precede una quotazione in borsa tradizionale. Goldman Sachs e Morgan Stanley guidano il processo, con una valutazione obiettivo superiore al trilione di dollari, anche se la società ha precisato che i tempi non sono ancora definiti.
Nel frattempo, la concorrenza non rallenta e secondo dati di mercato secondario di maggio 2026, Anthropic avrebbe superato OpenAI in termini di valutazione privata, con 965 miliardi di dollari contro 852 miliardi. Nel frattempo OpenAI non prevede di raggiungere il pareggio di cassa prima del 2030.
OpenAI punta a raddoppiare il suo organico entro la fine del 2026 per rendersi più competitiva
Secondo il Financial Times, i dipendenti dell'azienda dovrebbero passare dagli…
