Meta Platforms rompe il silenzio tecnologico lanciando Muse Spark, il primo modello di intelligenza artificiale sviluppato dal suo Superintelligence Labs, la divisione dell’azienda nata nel luglio del 2025 con l’obiettivo di rendere la società leader nello sviluppo dell’AI generale.
Dopo un 2025 difficile segnato dalle performance sottotono di Llama 4, Mark Zuckerberg ha scommesso tutto su una ristrutturazione radicale, investendo circa 72 miliardi di dollari e affidando la guida del team ad Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI. Il nuovo modello, soprannominato internamente “Avocado”, promette di trasformare l’interazione digitale non limitandosi a rispondere alle domande, ma agendo come un vero assistente personale capace di ragionamenti complessi in ambiti scientifici e medici.
La vera rivoluzione di Muse Spark risiede nella sua architettura multimodale e nella nuova modalità “Contemplating”. Questa funzione permette all’AI di attivare più agenti in parallelo per risolvere problemi articolati, raggiungendo un punteggio del 58% nel prestigioso test Humanity’s Last Exam, attualmente considerato il test più difficile e prestigioso al mondo per valutare le capacità di ragionamento delle AI di frontiera. Nonostante le dimensioni ridotte per garantire velocità ed efficienza, il modello tallona giganti come GPT-4 e Gemini nelle capacità di visione e comprensione. Zuckerberg ha descritto il lancio come “il primo gradino della nostra scala di potenziamento”, sottolineando l’obiettivo di inserire una “superintelligenza personale” nelle mani di ogni utente attraverso l’ecosistema WhatsApp e Instagram.
Tuttavia, il lancio segna anche una storica inversione di marcia. Per la prima volta, Meta ha scelto un’architettura closed-source, cioè un software il cui codice sorgente e i cui componenti interni sono segreti e protetti da copyright. Muse Spark non sarà inizialmente accessibile liberamente agli sviluppatori, una mossa giustificata dalla necessità di proteggere i massicci investimenti e garantire la sicurezza. I mercati e gli analisti accolgono con favore il cambio di rotta, evidenziato dal balzo del 7% del titolo in borsa. Resta da vedere se questa strategia proprietaria permetterà a Meta di colmare definitivamente il gap con OpenAI e Google nella corsa verso macchine capaci di superare il pensiero umano.
Meta crea un nuovo laboratorio AI che lavorerà sui contenuti personalizzati
Secondo fonti interne il 90% dei contenuti che gli utenti…
