Nonostante il numero di utenti di ChatGPT in Italia nell’ultimo anno sia quasi triplicato, il paese è uno dei fanalini di coda dell’Unione europea per utilizzo di intelligenza artificiale generativa.
Lo certifica l’Eurostat, che in una recente indagine ha rivelato che in Italia la percentuale di cittadini compresi fra i 16 e i 74 anni che negli ultimi tre mesi ha usato strumenti di AI generativa si è fermata al 19,9%. La media europea è del 32,7% e l’Italia si classifica al penultimo posto davanti alla Romania che si ferma al 17,8%.
L’uso di AI generativa è particolarmente diffuso in Danimarca (48,4%), Estonia (46,6%) e Malta (46,5%). Secondo l’Ufficio statistico dell’Unione europea inoltre, la maggior parte delle persone (25,1%) usa l’AI per scopi personali, mentre il 15,1% li utilizza per lavoro e il 9,4% per l’istruzione scolastica e accademica.
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