L’ex responsabile news di Meta lancia Forum AI: l’obiettivo è rendere i chatbot più trasparenti e obiettivi

Forum AI è una startup che monitora e valuta le risposte dei chatbot di AI su diverse informazioni sensibili

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L’ex responsabile news di Meta lancia Forum AI: l’obiettivo è rendere i chatbot più trasparenti e obiettivi

L’intelligenza artificiale sta diventando il principale canale attraverso cui le persone accedono alle informazioni, ma la sua accuratezza è ancora un problema largamente irrisolto. A lanciare l’allarme è Campbell Brown, ex responsabile delle news di Meta e fondatrice di Forum AI, una startup che valuta i modelli di AI su temi complessi come geopolitica, salute mentale e finanza.

Secondo Brown, i modelli attuali più utilizzati, da Gemini a ChatGPT, mostrano molti pregiudizi politici, mancanza di contesto e utilizzano spesso fonti di dubbia attendibilità. “I miei figli rischiano di crescere male se non risolviamo questo problema”, ha dichiarato Brown, sottolineando come solo il 9% degli utenti si fidi davvero dell’AI per raccogliere informazioni sensibili.

Forum AI, che ha raccolto 3 milioni di dollari in finanziamenti, punta a risolvere la questione coinvolgendo persone di calibro internazionale, tra cui Tony Blinken, ex Segretario di Stato USA, e il giornalista e saggista indiano Fareed Zakaria, per addestrare dei sistemi in grado di valutare i modelli con un consenso del 90% rispetto alle visioni e alle opinioni di quegli umani. L’obiettivo è evitare che l’AI ripeta gli errori dei social media, dove l’ottimizzazione per il coinvolgimento ha portato a una disinformazione di massa, pur però mantenendo necessariamente un’allineamento ai valori e alle posizioni di alcune personalità specifiche. Brown non nasconde le criticità: “Le aziende tech parlano di rivoluzioni, ma gli utenti normali ricevono ancora risposte imprecise o fuorvianti”.

La sfida è anche normativa, perché le leggi attuali, come il Colorado AI Act o il NYC Local Law 144, richiedono verifiche di conformità per i pregiudizi, ma più della metà dei sistemi controllati presenta violazioni non rilevate. Secondo uno studio dell’Università di Yale, i chatbot possono influenzare le opinioni politiche degli utenti senza che questi se ne accorgano, a causa di pregiudizi latenti o di prompt non neutri. Brown spera che siano le aziende a spingere per un’AI più trasparente: “In ambiti come credito, assunzioni o sanità, l’errore ha conseguenze legali”. La sua scommessa è che il mercato aziendale, attento ai rischi, possa essere il motore di un cambiamento che la Silicon Valley finora ha trascurato.


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