L’Australia ha introdotto un ufficio governativo dedicato esclusivamente all’AI

L'obiettivo del nuovo ufficio è coordinare lo sviluppo di standard nazionali per l’AI, garantendo un equilibrio tra la necessità di attrarre investimenti e quella di regolare una tecnologia che sta rivoluzionando economia e società

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L’Australia ha introdotto un ufficio governativo dedicato esclusivamente all’AI

L’Australia ha compiuto un passo storico nel campo della regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Il 14 luglio 2026, il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato la creazione di un nuovo ufficio governativo dedicato, l’Office of AI, che avrà sede nel Dipartimento del Primo Ministro e del Gabinetto. L’obiettivo è chiaro: coordinare lo sviluppo di standard nazionali per l’AI, garantendo un equilibrio tra la necessità di attrarre investimenti e quella di regolare una tecnologia che sta rivoluzionando economia e società.

L’ufficio non opererà in solitudine. Collaborerà strettamente con il ministro dell’Industria e dell’Innovazione, Tim Ayres, e con il viceministro per la Scienza, la Tecnologia e l’Economia Digitale, Andrew Charlton. Il loro compito sarà quello di progettare nuovi standard australiani e di armonizzare il lavoro dei vari ministeri, evitando sovrapposizioni e garantendo una visione unitaria. Come ha sottolineato Albanese nel suo discorso a Sydney, l’Office of AI avrà il compito di portare ordine in un settore in rapida evoluzione, dove le regole devono essere chiare ma non soffocanti.

L’Australia non è nuova a iniziative nel campo dell’AI. Già nel 2025, il governo aveva avviato un Voluntary AI Safety Standard, un insieme di linee guida volontarie per la sicurezza, seguite da un documento di proposta che delineava possibili tutele obbligatorie per le applicazioni ad alto rischio, come test dei modelli, trasparenza, supervisione umana e tenuta dei registri. Tuttavia, mancava una struttura centrale in grado di coordinare gli sforzi a livello nazionale. Con l’Office of AI, il paese si posiziona tra i primi al mondo a dotarsi di un organo dedicato alla governance dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di evitare il rischio di una regolamentazione frammentata e di favorire un ambiente favorevole agli investimenti stranieri.

Gli analisti sottolineano che questa decisione arriva in un momento cruciale. Secondo un rapporto del Senato australiano, l’AI potrebbe contribuire con fino a 115 miliardi di dollari australiani all’economia del paese entro il 2030, ma solo se gestita con equilibrio tra innovazione e protezione. “L’Australia ha l’opportunità di diventare un leader globale nell’AI etica e sostenibile”, ha dichiarato Toby Walsh, professore di intelligenza artificiale all’Università del Nuovo Galles del Sud. “Ma per farlo, deve agire ora, con decisioni chiare e una visione a lungo termine”.

L’Office of AI avrà anche il compito di semplificare le procedure di approvazione per le aziende che vogliono investire in Australia. Già nel 2026, il governo ha siglato accordi strategici con colossi tech come Microsoft e Anthropic, per potenziare l’infrastruttura locale e attrarre talenti. “Vogliamo che l’Australia sia un luogo dove le aziende possano innovare senza paure, ma con la certezza di regole chiare”, ha aggiunto Albanese.

La mossa australiana potrebbe ispirare altri governi. Mentre l’Unione Europea ha già varato il suo AI Act, e gli Stati Uniti stanno lavorando a un quadro normativo federale, l’Australia sceglie una strada pragmatica, con un ufficio centrale che non impone vincoli eccessivi, ma favorisce la collaborazione tra settore pubblico e privato. “Non si tratta di frenare l’innovazione, ma di indirizzarla”, ha chiosato un portavoce del governo.

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