Italia laboratorio AI: WhatsApp aprirà ai chatbot di terze parti ma gli sviluppatori dovranno pagare

Dal 16 febbraio gli sviluppatori dovranno pagare circa 0,057 euro per ogni messaggio generato dai loro chatbot attraverso l’API di WhatsApp

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Italia laboratorio AI: WhatsApp aprirà ai chatbot di terze parti ma gli sviluppatori dovranno pagare

Meta cambia strategia per WhatsApp in Italia. Dopo mesi di divieto per i chatbot di intelligenza artificiale di terze parti, la piattaforma di Meta consentirà finalmente loro di operare, ma con un nuovo modello a pagamento.

La decisione arriva in seguito all’intervento dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, che aveva definito potenzialmente anticoncorrenziale il blocco imposto da Meta. A partire dal 16 febbraio 2026 quindi, gli sviluppatori dovranno pagare circa 0,057 euro per ogni messaggio generato dai loro chatbot attraverso l’API di WhatsApp Business.

Fino a oggi, WhatsApp aveva giustificato il divieto con motivazioni tecniche e concorrenziali, sostenendo che la sua infrastruttura non fosse progettata per gestire chatbot AI generici rivali come ChatGPT o Claude. La pressione delle autorità italiane ha però spinto l’azienda a trovare un compromesso, cioè aprire la piattaforma ai fornitori esterni ma stabilendo un costo per l’uso dei messaggi AI. Secondo esperti del settore, questo modello potrebbe rappresentare un precedente esempio di monetizzazione per altri mercati regolamentati in Europa.

Il nuovo sistema permetterà agli utenti italiani di accedere ad altri chatbot direttamente su WhatsApp, mantenendo però un controllo sui costi e sulla qualità dei servizi. Alcuni sviluppatori temono che il prezzo per messaggio possa scoraggiare l’adozione su larga scala, ma altri sottolineano che una tariffa chiara e trasparente offre certezza legale e commerciale. In ogni caso, l’Italia diventa così un laboratorio europeo per quanto riguarda il futuro dei chatbot AI sulle grandi piattaforme di messaggistica.


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