Intelligenza artificiale e disabilità: la tecnologia contro le disparità sociali

L'intelligenza artificiale viene utilizzata anche a sostegno di persone con disabilità. Numerose sono le sue possibili applicazioni.

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Intelligenza artificiale e disabilità: la tecnologia contro le disparità sociali

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata anche a sostegno delle persone con disabilità. Numerose sono le sue possibili applicazioni, dalla domotica alle app contro le barriere architettoniche.

Gli assistenti virtuali e l’intelligenza artificiale trovano oggi numerose applicazioni, nella nostra vita privata e nel mondo del lavoro.  

Questi sistemi, però, possono essere utilizzati anche per ridurre le disuguaglianze sociali dovute alle disabilità. L’AI risolve infatti numerosi problemi alle persone che ne hanno particolarmente bisogno, come i soggetti con difficoltà motorie. Persone che, grazie all’intelligenza artificiale e alle sue articolazioni fisiche, possono vivere una vita più indipendente

L’intelligenza artificiale e la domotica

L’AI svolge al meglio il suo compito di sostegno in presenza di una rete di dispositivi interconnessi, che possano essere controllati da un unico device o da più dispositivi attraverso un’unica applicazione.

Quando, per esempio, dal proprio telefono, è possibile controllare le luci di casa, le telecamere in giardino e i propri elettrodomestici smart, si è di fronte a un impianto domotico o a una smart home. La differenza consiste nel fatto che il primo prevede un sistema cablato digitale, mentre la seconda si appoggia esclusivamente o principalmente alla rete Wi-Fi presente nell’abitazione. Entrambi, comunque, permettono un accesso diretto alle varie componenti della propria casa, anche quando non si è fisicamente presenti.

Sistemi simili, dunque, sono particolarmente adatti alle persone con disabilità, le quali possono gestire diverse funzionalità senza doversi muovere o spostare, potenzialmente anche attraverso comandi puramente vocali. Si pensi, per esempio, a una persona con mobilità ridotta e alla facilità con cui questa può aprire e chiudere la sua porta di casa in presenza di smart locks, serrature digitali controllate da remoto o addirittura automatizzabili.

L’AI contro le barriere architettoniche

Le difficoltà di spostamento delle persone con disabilità motorie all’interno delle città hanno invece spinto allo sviluppo di sistemi digitali che utilizzano l’intelligenza artificiale per evitare le barriere architettoniche, indicando di volta in volta il tragitto più agevolmente percorribile.

È questa la base del sistema MEP (Maps for Easy Paths), che traccia gli spostamenti delle persone con disabilità e che – grazie al loro contributo e utilizzando informazioni tratte dal GPS e da altri sensori presenti nei loro telefoni – riesce a disegnare una mappa della città indicando i percorsi privi di barriere. La maggiore o minore accessibilità di un determinato luogo è dunque valutata attraverso la raccolta automatica dei reali movimenti degli utenti (eseguita dall’app MEP Traces) e “incrociando” questi con OpenStreetMap. Tutto ciò è infine integrato dalle segnalazioni degli stessi utenti – che possono indicare gli ostacoli che incontrano e che non sono stati automaticamente inseriti – e si trasforma in una vera e propria mappa in evoluzione (elaborata da MEP App), che mostra i tragitti meno ostici per le persone con disabilità motorie.

Un’app per assistere le persone cieche

Un altro esempio di applicazione a sostegno delle persone con disabilità – questa volta visive e non motorie – è Aipoly. L’app assiste le persone cieche o ipovedenti leggendo per loro la realtà che le circonda, attraverso la fotocamera del dispositivo su cui è installata. Una volta riconosciuto l’oggetto inquadrato, l’app lo descrive vocalmente, più o meno dettagliatamente, così che l’utente lo possa immaginare e comprendere nei particolari.

Anche in questo caso, l’accuratezza del sistema viene costantemente affinata attraverso il training, da parte degli stessi users, dell’intelligenza artificiale su cui l’applicazione si basa. Gli utenti vedenti possono infatti aggiungere del testo a descrizione delle immagini riprese attraverso l’app e ciò aiuta il sistema a migliorare la sua performance. Aipoly, con 2 miliardi di immagini processate, è oggi in grado di riconoscere più di 5000 oggetti e l’AI continua a “evolversi” con l’utilizzo.  

Uno sguardo al futuro

Oltre agli esempi già citati, si può pensare, per il futuro, all’ulteriore sviluppo di tecnologie – in parte già presenti – di riconoscimento vocale e traduzione, in grado di creare sottotitoli in tempo reale per permettere la comprensione del parlato alle persone sorde; oppure, alla messa a punto di sistemi robotici che possano aiutare le persone con mobilità ridotta a vivere una vita più indipendente e con meno ostacoli.

Gli ultimi sviluppi tecnologici nell’ambito dell’intelligenza artificiale lasciano dunque sperare che, in futuro, questo tipo di tecnologia possa aiutare sempre di più le persone con disabilità di varia natura e difficoltà motorie, permettendo, di conseguenza, di abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche le disparità sociali.


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