Donald Trump ha pubblicato su Truth Social una serie di foto dei lavori alla Casa Bianca. Una di queste, il confronto “prima e dopo” di una colonna restaurata, è stata classificata dal SynthID Detector di Google come “made or edited with OpenAI”. La segnalazione arriva da The Verge, che ha caricato l’immagine nello strumento dopo le osservazioni di alcuni utenti di Reddit.
Il SynthID Detector cerca una filigrana invisibile inserita nei contenuti generati o modificati con determinati sistemi di intelligenza artificiale. Funziona su immagini, video e audio. In questo caso il rilevatore ha attribuito l’intervento a strumenti di OpenAI, senza che sia chiaro quale modello sia stato usato né quanto abbia inciso sullo scatto finale.
Le anomalie visibili a occhio sono diverse. I gradini ai due lati della struttura sono in numero diverso e non coincidono con quelli della foto “prima”. Angolo e dettagli dei due scatti sono quasi identici, compreso il riflesso nelle finestre. Il cartone protettivo alla base della colonna occupa la stessa posizione in entrambe le immagini. La colonna “appena dipinta” appare poi innaturalmente liscia.
Trump aveva presentato le immagini come foto reali della facciata sud completamente rinnovata, con il nuovo ingresso sud e l’eliporto. Il post si inserisce nei lavori che durante il secondo mandato hanno toccato il Giardino delle Rose, il portico nord e l’area dove sorgeva l’ala est. La Casa Bianca non ha chiarito, nelle fonti consultate, se la modifica sia stata fatta dallo staff o da terzi.
Non è il primo caso. Pochi giorni prima la Casa Bianca aveva promosso la sua diretta “Trump TV” con una foto di passeggeri su un aereo. France24 ha rilevato in quell’immagine una filigrana SynthID e ha ricondotto lo scatto a una foto del febbraio 2023 scattata durante il Super Bowl LVII. Hive Moderation ha indicato GPT Image 2 di OpenAI come modello usato per la modifica. A gennaio, l’AP aveva documentato l’uso di immagini ritoccate sui canali ufficiali, con funzionari che rispondevano alle critiche scrivendo che i “memes will continue”.
Il punto tecnico è semplice: le filigrane invisibili stanno diventando uno strumento di verifica alla portata di giornalisti e utenti comuni. Quando un’immagine ufficiale passa dal rilevatore, il risultato arriva in pochi minuti. Resta aperto il limite di fondo: SynthID segnala che c’è stato un intervento, non dice quanto grande sia stato. Per i prossimi post della Casa Bianca, il controllo incrociato tra filigrane, ricerca inversa e analisi dei dettagli sarà la prassi.
