Il Parlamento europeo ha disattivato gli strumenti di intelligenza artificiale integrati nei dispositivi ufficiali dei propri eurodeputati e del personale. La decisione, comunicata via email interna martedì 17 febbraio, è arrivata dal dipartimento IT dell’istituzione, che ha ammesso senza mezzi termini di non essere in grado di garantire la sicurezza dei dati trasmessi ai server delle grandi aziende tecnologiche statunitensi. “La piena entità dei dati condivisi con i fornitori di servizi è ancora in fase di valutazione. Fino a quando questo non sarà chiarito, è considerato più sicuro mantenere queste funzionalità disabilitate” si legge nel messaggio.
Il problema all’origine del blocco è però strutturale. Assistenti come quelli integrati nei programmi di posta, editor di documenti e browser trasmettono i contenuti ai server del fornitore per analisi, sintesi o generazione di testi. Questo significa che conversazioni riservate, bozze legislative e comunicazioni interne potrebbero finire su infrastrutture esterne soggette alla legge statunitense. Il Data Privacy Framework, l’accordo del 2023 per il trasferimento di dati personali tra Unione europea e Stati Uniti, è giudicato controverso tra i difensori della privacy europei, che da tempo dubitano che le agenzie di intelligence USA abbiano davvero ridotto l’accesso ai dati europei e applicato le limitazioni previste dal regolamento congiunto.
Questo non è un timore astratto, perché nelle ultime settimane il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti ha inviato centinaia di richieste alle grandi piattaforme tech per ottenere dati e informazioni sugli utenti chiedendo nomi, email, numeri di telefono e altri dati identificativi di account sui social media che criticavano l’ICE, la polizia dell’immigrazione travolta dagli scandali delle ultime settimane e responsabile di violenze e omicidi, o ne monitoravano gli spostamenti. Aziende come Google, Meta e Reddit in diversi casi hanno acconsentito a questa condivisione di informazioni.
La mossa si inserisce in una strategia più ampia di autonomia digitale europea. Il Parlamento ha già vietato TikTok sui dispositivi del personale nel 2023 e nel 2025 ha valutato l’abbandono del software Microsoft in favore di alternative europee. In questo contesto, startup europee come la francese Mistral e la tedesca Aleph Alpha potrebbero cogliere un’opportunità, posizionandosi come alternative “sovrane” che mantengono tutto all’interno dei confini Ue.
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