Il Medio Oriente è uno dei fronti più caldi della corsa globale all’intelligenza artificiale. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno attratto decine di miliardi di dollari di investimenti da parte dei giganti tecnologici statunitensi, con l’obiettivo dichiarato di diversificare le proprie economie oltre il petrolio e diventare hub mondiali dell’AI.
Un sogno alimentato da energia abbondante, fondi sovrani miliardari e una volontà politica fortissima. La strategia governativa Vision 2030 saudita, ad esempio, prevede che il 70% dei suoi obiettivi strategici coinvolga dati e AI. Gli Emirati si sono persino dotati di un ministro di stato per l’AI già nel 2017, in anticipo su tutti, e di un’università interamente dedicata al settore.
In questo scenario, le Big Tech statunitensi hanno scommesso cifre enormi. Microsoft ha pianificato oltre 7,9 miliardi di dollari di spesa in data center, cloud e personale negli Emirati nei prossimi quattro anni, per un totale di 15,2 miliardi tra il 2023 e il 2029, compresi investimenti per quasi triplicare il numero di chip Nvidia avanzati operativi nel paese. Amazon ha investito 5 miliardi su un hub AI a Riyadh in partnership con Humain, il braccio tech del fondo sovrano saudita, mentre OpenAI e Nvidia hanno annunciato Stargate UAE, il più grande data center AI mai costruito fuori dagli Stati Uniti. In Arabia Saudita è inoltre in costruzione un datacenter con circa 600.000 GPU Nvidia, che avrà tra i suoi primi clienti xAI.
Tutti investimenti che ora rischiano di restare congelati, o peggio, di essere anche fisicamente colpiti dai conflitti. Alcuni data center di Amazon negli Emirati e in Bahrein sono infatti stati bersaglio degli attacchi militari con droni condotti dall’Iran per ritorsione su tutta la regione, producendo dei gravi disservizi. “Anche se lavoriamo per ripristinare queste strutture, il conflitto in corso nella regione fa sì che l’ambiente operativo più ampio in Medio Oriente rimanga imprevedibile”, ha affermato AWS.
Le aziende, per ora, non sembrano intenzionate a ritirarsi. Gli investimenti nel cloud nella regione del Golfo sono troppo grandi per essere smontati. La risposta più probabile sarà il rafforzamento delle strutture e un aumento della sicurezza generale delle infrastrutture. Ma la crisi apre interrogativi più profondi sulla fragilità delle infrastrutture digitali globali. Costruire il futuro dell’AI in zone geopoliticamente instabili rischia di trasformarsi in un boomerang strategico.
Continua la scalata degli Emirati Arabi Uniti: sono il primo Paese al mondo per adozione dell'AI
Lo dice il report annuale di Microsoft
