Google attiva Universal Cart negli Usa su Search e Gemini dal 15 ottobre

Google ha aperto agli utenti americani Universal Cart, il carrello che raccoglie prodotti di negozi diversi dentro Search e nell'app Gemini. Il debutto arriva cinque mesi dopo l'anteprima di maggio e a ridosso degli acquisti natalizi.

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Google attiva Universal Cart negli Usa su Search e Gemini dal 15 ottobre

Google ha attivato negli Stati Uniti Universal Cart, un carrello unico che funziona dentro Google Search e nell’app Gemini. Il debutto è del 15 ottobre 2026, quasi cinque mesi dopo l’anteprima al Google I/O del 19 maggio, e cade poco prima della stagione dei regali.

Il meccanismo è semplice. Chi cerca un prodotto in Search o in AI Mode, oppure ne parla con Gemini, può salvarlo nel carrello. Il carrello accoglie articoli di negozi diversi e li conserva: si torna più tardi, da un’altra superficie di Google, e la lista è ancora lì. Nell’esempio di Google una borsa salvata in AI Mode convive con un maglione e un lucidalabbra aggiunti poi da Gemini.

Sotto c’è lo Shopping Graph, il database di Google che conta più di 60 miliardi di schede prodotto aggiornate di continuo. Su questa base il carrello controlla prezzi e disponibilità e manda una notifica quando un articolo scende di costo o torna in magazzino. Cerca anche codici promozionali e offerte meno visibili.

La parte più interessante riguarda i pagamenti. Universal Cart si appoggia a Google Wallet e legge i vantaggi delle carte dell’utente, come il cashback, per suggerire con quale metodo pagare. Il checkout passa dal Wallet oppure trasferisce gli articoli nel carrello del singolo rivenditore. L’infrastruttura è lo Universal Commerce Protocol, lo standard che Google ha costruito con i partner del commercio agentico. Il negozio resta il venditore ufficiale: conferme d’ordine e assistenza arrivano da lui.

Al lancio aderiscono tra gli altri Ulta Beauty, Walmart, Target, Wayfair, Nike, Sephora e alcuni merchant Shopify. Mancano YouTube e Gmail, promessi a maggio: Google dice di volerli integrare, ma non ha indicato date. Non è chiaro nemmeno quanto paghino i commercianti né con quali criteri i carrelli vengano ordinati.

La mossa risponde alla pressione dei concorrenti. Amazon, OpenAI, Meta e Shopify stanno estendendo i propri strumenti di acquisto affidati agli agenti AI, e Google punta a tenere dentro il proprio perimetro il passaggio che va dalla ricerca all’acquisto. Per ora il servizio è solo statunitense e non ci sono tempi per l’arrivo in Europa.

Se il carrello prende piede, Google diventa il punto in cui si decide cosa comprare e dove, con i negozi relegati al ruolo di venditori finali. I dati sulle abitudini di spesa che ne derivano valgono quanto la commissione di una vendita. Le festività americane saranno il primo test reale.


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