Gli elettori bocciano i data center in 33 referendum locali, 21 solo in Ohio

Alle elezioni di metà mandato i cittadini americani hanno approvato 33 misure che limitano i data center, contro una sola a favore. Ad Ashville, in Ohio, l'82% ha respinto l'accordo con EdgeConneX.

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Gli elettori bocciano i data center in 33 referendum locali, 21 solo in Ohio

Gli elettori americani hanno detto no ai data center in quasi tutte le urne locali. Secondo un’analisi di Redbud Consulting, alle 8 del mattino ET i cittadini avevano approvato 33 misure che limitano i data center, contro una sola che li consente. Il voto cade nel momento in cui l’industria dell’intelligenza artificiale ha più bisogno di nuova capacità di calcolo.

Il caso più netto è Ashville, in Ohio. Il referendum sull’accordo è stato respinto con 1.469 voti contrari, pari all’81,61%, contro 331 favorevoli. Il quesito chiedeva di approvare un accordo di sviluppo e fornitura con EdgeConneX. Quel referendum avrebbe permesso a EdgeConneX di costruire due data center. L’Ohio è anche la sede di un sito chiave per Stargate, il progetto da 500 miliardi di dollari di OpenAI.

Altre città hanno scelto la via dei divieti. Pataskala, Sunbury e Granville hanno modificato i propri statuti per vietare i data center da 25 megawatt in su. A Sunbury il 78,6% ha sostenuto il divieto, con possibili effetti su un progetto Amazon da 2 miliardi di dollari. A Urbana l’emendamento è passato con il 77,25%. Il conteggio non è ancora definitivo e i risultati sono ufficiosi.

Il quadro dell’Ohio era già teso prima del voto. Fortune ha riportato che 18 comuni hanno votato su 21 quesiti, con almeno 14 che hanno approvato divieti o altre restrizioni. Secondo l’Ohio Capital Journal, a settembre almeno 138 comuni e township avevano moratorie attive. Le comunità chiedono di essere ascoltate su consumo di energia, bollette e impatto sul territorio.

Per le aziende il problema è pratico. Finora i vincoli principali erano la disponibilità di energia e i tempi di allacciamento alla rete. Ora si aggiunge il consenso locale. Secondo una sintesi di Techmeme dell’articolo di Bloomberg, il 50% dei nuovi data center AI proposti negli Stati Uniti potrebbe affrontare maggiore pressione. Gli economisti di Goldman Sachs si aspettano effetti nel breve termine. Il voto non fermerà gli investimenti, ma cambia dove e come verranno spesi.

Anche le reazioni dal settore sono arrivate in fretta. Elon Musk ha scritto su X che i data center nello spazio sembrano più interessanti. Nel frattempo c’è chi guarda alle regole sui costi. In Ohio la commissione per i servizi pubblici ha approvato una tariffa AEP che obbliga i nuovi grandi data center a pagare almeno l’85% della capacità elettrica contrattata, per un massimo di 12 anni. Se i costi energetici ricadranno sui costruttori, la mappa dei nuovi siti si sposterà verso le comunità che accettano di ospitarli.


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