Gemini ha raggiunto 950 milioni di utenti mensili attivi. Google lo ha comunicato il 22 luglio durante l’earnings call del secondo trimestre 2026, e il numero parla da solo: in cinque mesi, dal febbraio scorso, l’assistente AI di Alphabet ha guadagnato oltre 200 milioni di utenti.
Il confronto con ChatGPT è inevitabile. OpenAI ha superato il miliardo di utenti mensili già a maggio, diventando l’app più veloce della storia a raggiungere quella soglia — più rapida di Google Maps, TikTok e YouTube messi insieme. Gemini si trova ora a 50 milioni di distanza da quel traguardo. Un anno fa, il divario era molto più ampio. La base utenti di Gemini è triplicata nell’arco di dodici mesi, mentre la quota di mercato tra gli assistenti AI è salita al 27,7% nella prima metà del 2026, secondo i dati di Sensor Tower. ChatGPT, nello stesso periodo, è sceso sotto il 50% di quota per la prima volta.
La crescita non è solo un fatto di numeri utenti. Gemini elabora oggi 22 miliardi di token API al minuto, contro i 16 miliardi del trimestre precedente. Il CEO Sundar Pichai ha citato funzionalità agentiche come Daily Brief e Gemini Spark — disponibile anche fuori dagli Stati Uniti — come fattori determinanti nell’adozione. Sul fronte finanziario, i risultati di Alphabet sono solidi: ricavi totali a 119,8 miliardi di dollari, crescita del 24% anno su anno. Google Cloud ha segnato un balzo dell’82% a 24,8 miliardi, con l’utile operativo del segmento che ha più che triplicato a 8,8 miliardi. Il portafoglio ordini cloud ha raggiunto 514 miliardi di dollari.
Per sostenere questa domanda, Alphabet sta spendendo in modo aggressivo sull’infrastruttura. Le spese in conto capitale per il solo secondo trimestre si sono avvicinate ai 45 miliardi di dollari. La guidance annuale è stata rivista al rialzo: fino a 205 miliardi di dollari per data center e chip. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha definito l’ambiente attuale “supply-constrained”, con la domanda esterna e interna che continua a superare la capacità disponibile. A giugno, Google ha siglato un accordo da 920 milioni di dollari al mese con SpaceX per capacità di calcolo aggiuntiva.
C’è però una nota di cautela. La crescita degli utenti di Gemini, pur solida, ha rallentato rispetto al ritmo esplosivo dell’anno scorso. Da maggio a luglio, il salto è stato di circa 50 milioni, contro i 150 milioni dei mesi precedenti. Alphabet continua a presentare i dati utenti senza associarvi ricavi specifici per l’app Gemini. E la concorrenza non è solo OpenAI: modelli cinesi open-weight a basso costo stanno erodendo margini e attenzione nel segmento enterprise, mentre Google testa ancora Gemini 3.5 Pro e avvia i lavori su Gemini 4.
Il miliardo di utenti mensili, per Google, sarebbe l’ennesimo prodotto ad attraversare quella soglia — dopo Search, Gmail, YouTube, Android, Chrome e Drive. Ma arrivare a quota un miliardo non chiuderà la partita. ChatGPT, pur cedendo quota di mercato, mantiene un vantaggio strutturale nel segmento enterprise e nella frequenza d’uso. La vera domanda non è quando Gemini raggiungerà il miliardo, ma se riuscirà a trasformare quella massa di utenti in una fonte di ricavi misurabile e distinta dal cloud.
