OpenAI starebbe valutando di rinviare la propria IPO al 2027, abbandonando l’ipotesi di debuttare in borsa entro fine 2026. La decisione, riportata dal New York Times, sarebbe direttamente collegata al crollo del titolo SpaceX dopo la sua IPO record del 12 giugno.
Le azioni di SpaceX, dopo un debutto trionfale a 160,90 dollari, hanno perso fino al 30% in poche sedute, scendendo sotto i 155 dollari e cancellando gran parte dei guadagni iniziali. Questo andamento ha scosso la fiducia degli investitori nel settore tech, soprattutto verso le aziende di intelligenza artificiale che, come OpenAI, puntano a valutazioni stratosferiche. La società di Sam Altman mira a 1.000 miliardi di dollari, ma il mercato sembra sempre più scettico.
I consulenti di OpenAI, tra cui la CFO Sarah Friar, avrebbero consigliato di attendere il 2027 per evitare una quotazione in un contesto di volatilità e incertezza. Friar ha sottolineato i rischi legati al massiccio consumo di cassa (OpenAI ha registrato una perdita netta di 21 miliardi di dollari nel 2025 con ricavi per 13 miliardi) e agli impegni finanziari per l’infrastruttura computazionale, che richiederanno 600 miliardi di investimenti entro il 2030. Altman, però, avrebbe bocciato l’ipotesi di una valutazione inferiore, definendola “irricevabile“. La società, intanto, sta esplorando nuove fonti di ricavo, come la pubblicità su ChatGPT e partnership con Shopify e Stripe, mentre ridimensiona progetti costosi come l’app video Sora.
Il possibile rinvio dell’IPO di OpenAI non è un caso isolato. Anthropic, suo principale concorrente, ha presentato la documentazione per la quotazione, ma il clima è cambiato. Il crollo di SpaceX ha dimostrato che anche i giganti dell’innovazione non sono immuni alle leggi del mercato. Come ha commentato un analista di Websim, “la notizia di un rinvio smorza le aspettative degli investitori“, soprattutto per chi, come SoftBank, ha scommesso forte sull’AI e ora vede slittare i ritorni finanziari.
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