Dario Amodei ha cenato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca domenica 27 settembre, in quello che è stato il primo incontro diretto tra i due. Una cena privata, a tarda sera, arrivata dopo mesi di rapporti tutt’altro che distesi tra Anthropic e l’amministrazione Trump.
Il contesto è denso. Solo due giorni prima, il 25 settembre, una corte d’appello federale di Washington D.C. aveva confermato con voto 2-1 la decisione del Pentagono di inserire Anthropic in una lista nera come “rischio per la catena di approvvigionamento”, vietando di fatto alle forze armate statunitensi l’uso dei modelli Claude. Il motivo del blacklist risale a febbraio: Anthropic aveva rifiutato di consentire l’uso dei propri strumenti per armi completamente autonome o per la sorveglianza di massa sul territorio nazionale. Uno scontro diretto con la Casa Bianca, rimasto irrisolto.
La cena non è nata da sola. La settimana precedente, Trump aveva ospitato una cena di stato per il presidente cinese Xi Jinping, con una platea di CEO tech: Sam Altman di OpenAI, Jensen Huang di Nvidia, Mark Zuckerberg di Meta, Elon Musk. Amodei non era tra gli invitati. Aveva un conflitto di agenda, e Trump — stando a una fonte citata da CNBC — lo ha poi invitato personalmente a un appuntamento separato. Il risultato è stata la cena di domenica, alle 22 ora locale.
Sullo sfondo, le tensioni politiche non mancavano. Prima dell’incontro, alcuni critici di Amodei avevano fatto circolare alla Casa Bianca un memo che lo descriveva come un avversario dell’amministrazione, citando i suoi legami con il movimento dell’altruismo efficace e le sue posizioni sui rischi dell’AI. Il documento accusava Amodei di avere “forti legami con i democratici” e attaccava le sue previsioni sull’impatto occupazionale dell’intelligenza artificiale. Trump, interrogato dai giornalisti prima della cena, lo aveva comunque definito “molto rispettato”. Settimane prima lo aveva invece criticato per le sue posizioni caute sullo sviluppo dell’AI, accusandolo di voler fare “l’angioletto”.
Il nodo politico centrale rimane invariato. Trump vuole accelerare lo sviluppo dell’AI senza freni regolatori, convinto che rallentare significhi cedere terreno alla Cina. Amodei e Anthropic, al contrario, chiedono da tempo maggiore cautela e controlli più stringenti sui modelli di frontiera. In estate, Amodei aveva pubblicamente chiesto alla Casa Bianca di eliminare dal “One Big Beautiful Bill” una norma che avrebbe impedito agli stati di legiferare in materia di AI. La proposta era stata definita “troppo generica”. La norma poi è stata stralciata dal testo finale approvato dal Congresso.
La cena arriva in un momento delicato anche per le finanze di Anthropic. La società si sta preparando a quella che molti osservatori si aspettano essere un’IPO di grande rilevanza, e un disgelo con l’amministrazione federale avrebbe implicazioni concrete sulle prospettive commerciali dell’azienda, in particolare per i contratti governativi. La riunione di martedì alla Casa Bianca con altri CEO del settore AI darà probabilmente un’indicazione più chiara di quanto emerso in questa prima, inattesa, cena a due.
