CXMT vola a Shanghai con un debutto storico che segna un nuovo capitolo per l’industria globale dei semiconduttori. Le azioni di ChangXin Memory Technologies, meglio nota come CXMT, hanno esordito oggi alla Borsa di Shanghai dopo aver completato l’IPO più grande dell’Asia nel 2026, raccogliendo 8,6 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione di 85,5 miliardi di dollari. Un balzo che, nel primo giorno di scambi, ha visto il titolo schizzare del 500%, superando persino la capitalizzazione di giganti come Intel e consacrando CXMT come la società più preziosa quotata in Cina.
Il successo dell’operazione, la più imponente mai realizzata nel settore dei semiconduttori in Cina, non è un caso. CXMT, quarto produttore mondiale di chip DRAM dopo Samsung, SK Hynix e Micron, cavalca l’onda della crescita esponenziale della domanda di memory chip, trainata dall’espansione dell’AI e dalla corsa globale verso l’innovazione tecnologica. Jing Jie Yu, analista di Morningstar, sottolinea come l’azienda sia ben posizionata per beneficiare della domanda domestica di AI, anche se il divario tecnologico con i leader globali potrebbe limitare la sua quota di mercato nei chip per sistemi avanzati.
L’IPO, che supera il precedente record di SMIC nel 2020, ha però sollecitato preoccupazioni sul drenaggio di liquidità dal mercato STAR di Shanghai, già in sofferenza dopo un trimestre difficile. Benjamin Cavender, managing director di CMR Consulting, ha definito plausibile che l’operazione stia creando un effetto di liquidità a breve termine, soprattutto tra i titoli tech e AI, data la sua dimensione senza precedenticnbc.com. Peter Alexander, fondatore di Z-Ben Advisors, ha confermato che capitali sono stati sottratti al mercato secondario per prepararsi all’ingresso di CXMT, un segno che l’IPO sta concentrando attenzioni e risorse.
CXMT, fondata nel 2016, ha visto i suoi ricavi esplodere del 700% nel primo trimestre del 2026 grazie alla domanda di AI, che ha portato a una carenza globale di memory chip e a un aumento dei prezzi. L’azienda, che fornisce chip per server AI, auto e dispositivi elettronici, punterà a utilizzare i proventi dell’IPO per potenziare la produzione di massa di wafer di memoria e colmare il divario tecnologico con i concorrenti internazionali.
Il debutto di CXMT arriva in un momento cruciale per la Cina, che spinge per l’autosufficienza nei semiconduttori in un contesto di restrizioni all’export imposte dagli USA. La sua ascesa riflette non solo la forza del mercato interno, ma anche la determinazione di Pechino a ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere.
Con un fatturato che ha sfiorato i 7,5 miliardi di dollari nei primi mesi del 2026, CXMT si appresta a giocare un ruolo chiave nello scenario globale, anche se gli esperti avvertono che un eccesso di offerta potrebbe innescare una correzione del mercato. Intanto, gli investitori sembrano scommettere senza esitazioni sul futuro del colosso cinese.
Cresce il protagonismo dei produttori di chip cinesi: CXMT e YMTC al centro del mercato mondiale
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