L’intelligenza artificiale di Elon Musk perde colpi. Nel giro di 24 ore, xAI ha infatti visto le dimissioni di due co-fondatori: Tony Wu e Jimmy Ba. Con le loro uscite, la startup fondata nel 2023 ha ufficialmente perso metà del team originale di 12 membri. Secondo il Financial Times, la partenza di Ba è stata causata da tensioni interne legate alla pressione per migliorare le prestazioni dei modelli AI, mentre Musk spinge per recuperare terreno su concorrenti come OpenAI e Anthropic. Wu e Ba hanno annunciato le dimissioni su X ringraziando Musk, senza però svelare i loro prossimi progetti.
L’esodo dai ranghi di xAI non è una novità. Negli ultimi mesi hanno lasciato anche Igor Babuschkin, Kyle Kosic e Christian Szegedy, mentre Greg Yang si è ritirato per concentrarsi sulla sua battaglia contro la malattia di Lyme. Inoltre a settembre del 2025 l’ex direttore finanziario di xAI Mike Liberatore si è dimesso dopo pochi mesi di lavoro per passare a OpenAI.
La fuga di cervelli avviene in un momento delicato. Pochi giorni fa SpaceX ha acquisito xAI in un’operazione che valuta la società combinata 1,25 trilioni di dollari, con l’obiettivo di quotarla in borsa entro l’estate 2026. L’azienda si trova inoltre sotto inchiesta in diverse giurisdizioni per problemi legati al suo chatbot Grok, accusato di aver permesso la creazione di immagini sessualmente esplicite non consensuali.
Nonostante le turbolenze, xAI mantiene una valutazione superiore ai 200 miliardi di dollari. Ma per gli investitori, l’instabilità del team dirigenziale rappresenta un segnale d’allarme che potrebbe pesare sulla fiducia del mercato in vista della futura IPO. La capacità di Musk di trattenere i talenti chiave sarà cruciale per competere nel mercato sempre più affollato dell’AI.
Il piano di Elon Musk dietro la fusione fra SpaceX e xAI: trasferire i data center nello spazio
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