Come l’AI si sta dimostrando un’arma a doppio taglio che favorisce i crimini informatici

Secondo il Report Yarix 2026, il 30% degli incidenti di sicurezza registrati (ben 158.316) è stato classificato come grave, con una media di 658 attacchi per azienda all’anno, ovvero quasi due al giorno

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Come l’AI si sta dimostrando un’arma a doppio taglio che favorisce i crimini informatici

L’intelligenza artificiale sta ridisegnando il panorama della cybersecurity, trasformandosi in un’arma sempre più potente nelle mani dei criminali informatici. Secondo il Report Yarix 2026, il 30% degli incidenti di sicurezza registrati (ben 158.316) è stato classificato come grave, con una media di 658 attacchi per azienda all’anno, ovvero quasi due al giorno.

Gli esperti di Yarix, realtà italiana di eccellenza nel settore della cybersecurity, sottolineano come l’AI renda gli attacchi più distribuiti, automatizzati e adattivi, riducendo il tempo necessario per colpire un bersaglio a meno di 24 ore. Mirko Gatto, di Yarix, annuncia addirittura un test operativo per gestire un Security Operation Center di livello 1 interamente con l’AI già a fine luglio 2026.

Non solo l’AI accelera le minacce, ma diventa anche un obiettivo. I cybercriminali sfruttano vulnerabilità nelle piattaforme di sviluppo di AI per installare ransomware o creare server AI fasulli, presentati come servizi legittimi per rubare dati sensibili. Gli esperti di CrowdStrike parlano di una “nuova superficie d’attacco”, dove i prompt, le istruzioni date all’AI, si trasformano in una nuova forma di malware. Oltre a questo, il breakout time, cioè il tempo che intercorre tra la penetrazione in un sistema e il controllo della rete aziendale, si sta riducendo drasticamente, rendendo le difese tradizionali sempre meno efficaci.

La risposta delle aziende, però, fatica a tenere il passo e solo il 7% delle organizzazioni globali si dichiara pronto a prevenire frodi basate su AI, secondo un report congiunto di ACFE e SAS, due aziende specializzate in prevenzione del rischio e contrasto delle frodi. Stu Bradley, di SAS, avverte: “I cybercriminali non aspettano comitati di governance o budget: agiscono e basta”. La soluzione, secondo gli esperti, passa per una collaborazione tra imprese e istituzioni, l’adozione di AI per il monitoraggio in tempo reale e una cultura della sicurezza informatica diffusa a tutti i livelli, dalle PMI ai servizi essenziali.


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