Come Hong Kong sta diventando un centro strategico per l’AI cinese

Nel primo semestre 2026 la Borsa di Hong Kong ha accolto 87 nuove società, con raccolti per circa 27 miliardi di dollari, in crescita del 94% sull'anno precedente

3 min.

Come Hong Kong sta diventando un centro strategico per l’AI cinese

Hong Kong sta vivendo una stagione senza precedenti. La Borsa dell’ex colonia britannica è diventata il punto di raccolta preferito delle aziende cinesi di intelligenza artificiale, che arrivano sul listino attratte da un mix raro di capitali internazionali e regole di quotazione su misura. Il caso più emblematico è quello di Z.AI, nota fino a poco fa come Zhipu AI, che ha appena completato una raccolta di circa 5 miliardi di dollari attraverso l’emissione di nuove azioni per circa 2 miliardi e obbligazioni convertibili a cedola zero per altri 3 miliardi, come riportato da fonti stampa.

Si tratta del terzo colpo di mercato in otto mesi per la società di Pechino, nata come spin-off dell’università Tsinghua e spesso descritta come la “OpenAI cinese“. Dopo la quotazione di gennaio, che aveva fruttato circa 558 milioni di dollari, a luglio Z.AI aveva già raccolto altri 4 miliardi con un’operazione di aumento di capitale. Il totale complessivo sfiora ora i 10 miliardi di dollari, denaro che servirà a finanziare la ricerca sui modelli di nuova generazione e, soprattutto, l’infrastruttura di calcolo, la voce di costo che pesa più di tutte in questo settore.

Il segreto del successo di Hong Kong ha un nome preciso, il Chapter 18C. Introdotto nel 2023, questo regolamento consente alle aziende tecnologiche specializzate, dall’AI ai chip, dalla robotica alla guida autonoma, di quotarsi senza soddisfare i requisiti tradizionali di profitto o fatturato. Una porta che si è spalancata nel momento giusto. Come ha notato Asia Times, nel solo primo trimestre del 2026 sei società hanno raccolto 2,5 miliardi di dollari attraverso questo canale, più del doppio rispetto a quanto raccolto nel 2024 e nel 2025 messi insieme, con tutti i debutti chiusi sopra il prezzo di offerta.

Dietro Z.AI si muove un intero branco. MiniMax, quotata appena un giorno dopo Zhipu a gennaio, ha raccolto 619 milioni di dollari in Ipo raddoppiando al debutto, mentre Moonshot AI, la società dietro i modelli Kimi, avrebbe depositato una domanda riservata per un’offerta da 3 miliardi a una valutazione di 50 miliardi. Perfino DeepSeek, il laboratorio che nel 2025 ha ribaltato le gerarchie globali dell’AI, starebbe preparando una quotazione a Shanghai. La febbre ha prodotto numeri da record. Nel primo semestre 2026 la Borsa di Hong Kong ha accolto 87 nuove società, con raccolti per circa 27 miliardi di dollari, in crescita del 94% sull’anno precedente, spingendo l’utile di HKEX a un massimo storico. “I risultati sono stati sostenuti da una forte domanda di raccolta dalle aziende tecnologiche e AI“, ha commentato l’amministratrice delegata Bonnie Chan.

Attenzione però, perché la festa potrebbe presto raffreddarsi. Più della metà delle società quotate nel terzo trimestre ha visto il proprio titolo scendere sotto il prezzo di offerta, e gli analisti cominciano a parlare di eccesso di offerta. “Avere grandi transazioni che scambiano sotto il prezzo di offerta non aiuta l’appetito per il rischio“, ha spiegato Martin Zoll, responsabile globale dei mercati azionari di HSBC, anticipando che gli investitori diventeranno “più selettivi” verso la fine dell’anno. Lo stesso concetto era stato espresso da Nicholas Chui, gestore di portafoglio in Franklin Templeton, secondo cui il mercato delle Ipo si è trasformato in una sorta di mercato speculativo basato sull’effetto momentum.

La sfida ora è dimostrare che dietro i titoli più scambiati ci siano entrate reali e un percorso verso la redditività, visto che sia Z.AI che MiniMax restano in perdita. Gli investitori stanno infatti spostando l’attenzione “dalla valutazione agli ordini e ai profitti“, come riassume. La domanda resta aperta, e riguarda l’intero pianeta AI, non solo Hong Kong. L’onda di capitali che sta finanziando la corsa cinese all’intelligenza artificiale potrà trasformarsi in aziende solide, oppure evaporerà come una bolla.

In Cina è già scoppiata la bolla dell'AI?

L'indice STAR50, che raccoglie i principali titoli AI e semiconduttori…


Articoli simili

Ultime news


Mustafa Suleyman di Microsoft AI: i modelli non sono coscienti e devono restare così

Il CEO di Microsoft AI Mustafa Suleyman ha pubblicato su…

Google DeepMind lancia Gemini 4 Carbon: 88,2% su SEC-bench Pro per le falle

Google DeepMind ha annunciato Gemini 4 Carbon il 28 ottobre…

Come Hong Kong sta diventando un centro strategico per l’AI cinese

Nel primo semestre 2026 la Borsa di Hong Kong ha…

Anthropic venderà azioni per 3,5 miliardi di dollari a investitori giapponesi tramite la sua IPO

Questa vendita fa parte del processo di quotazione di Anthropic…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version