Il concreto rischio che un “gruppo non governativo” utilizzi strumenti di intelligenza artificiale open source per progettare “un’arma bioterroristica” e le ricadute che questa tecnologia avrà in futuro sul mercato del lavoro. Possono sembrare riflessioni comuni e senza fondamento, ma sono i timori espressi dal fondatore di Microsoft Bill Gates circa possibili utilizzi distorti o dannosi dell’AI a cui l’umanità potrà assistere nei prossimi decenni.
In una lunga riflessione sulle condizioni globali dell’umanità per il 2026, intitolata “Optimism with footnotes” e pubblicata sul suo sito personale Gates Notes, il fondatore di Microsoft evidenzia senza giri di parole la portata dei pericoli rappresentati dall’AI. Gates afferma che non esiste un limite noto rispetto a quanto intelligenti possano diventare le macchine di AI su cui le Big tech stanno compiendo investimenti multimiliardari. Questo implica che la comunità internazionale si deve preparare ad affrontare rischi ancora più grandi di quelli oggi prevedibili.
L’operatività sulla scena internazionale di quelli che definisce “bad actors”, ovvero gruppi di malintenzionati, può porre il pericolo dello sviluppo di armi biologiche tramite AI. Un pericolo che potrebbe concretizzarsi ad esempio con una nuova pandemia e cogliere nuovamente tutto il mondo impreparato come fu per il covid-19 all’inizio del 2020.
L’AI ha anche un potenziale distruttivo nei confronti del mercato del lavoro, eliminando completamente compiti tradizionali ripetitivi e routinari, e in generale sulle disparità economiche e sociali, nei confronti delle quali potrebbe agire come un agente moltiplicatore. Per scongiurare queste eventualità serve una governance coordinata e uno standard comune. Gates ritiene pericoloso che gli stati lascino che siano solo i mercati a determinare l’andamento e l’impatto dell’AI sulla sfera sociale.
OpenAI sosterrà una startup che impedisce la creazione di armi biologiche tramite AI
In passato l'azienda aveva già manifestato il timore che la…
