Anthropic vuole sviluppare farmaci in proprio. Martedì 30 giugno, in un evento a San Francisco rivolto a executive farmaceutici e fondatori di biotech, la società ha presentato Claude Science e annunciato un programma interno di scoperta di molecole terapeutiche concentrato sulle cosiddette malattie neglette, quelle che le grandi aziende biofarmaceutiche ignorano perché non abbastanza redditizie.
Claude Science non è un nuovo modello di frontiera. È una workbench in beta pubblica che integra strumenti scientifici, connessioni a database e risorse di calcolo distribuito, costruita sopra i modelli Claude esistenti. Può eseguire autonomamente compiti complessi partendo da istruzioni di alto livello, con accesso nativo a PubMed per la letteratura scientifica, Benchling per la gestione degli esperimenti e ClinicalTrials.gov per i trial clinici in corso. Per usarla serve un abbonamento Claude a pagamento; gira su Linux, macOS o macchina remota.
Eric Kauderer-Abrams, responsabile life sciences di Anthropic, ha spiegato la logica dietro la scelta di fare ricerca in prima persona: per costruire i prodotti giusti per l’industria farmaceutica bisogna percorrere la stessa strada dei clienti, non limitarsi a vendergli strumenti dall’esterno. Il programma di drug discovery servirà da feedback loop diretto su cosa funziona e cosa no. Cosa fare con eventuali candidati farmacologici promettenti resta aperto: Kauderer-Abrams non ha dato risposta. Anthropic ha però ricordato di avere lo status di public benefit company, il che le consente di investire in aree che il mercato lascia scoperte.
Questa mossa non è isolata. Ad aprile 2026, Anthropic aveva già acquisito Coefficient Bio per circa 400 milioni di dollari, portandosi in casa una piattaforma specializzata nella pianificazione di pipeline farmaceutiche, nella strategia regolatoria e nell’identificazione di nuovi candidati. Prima ancora, a ottobre 2025, aveva rilasciato Claude for Life Sciences, una versione del modello ottimizzata per le applicazioni biomediche. Il mercato globale dell’AI nelle scienze della vita valeva circa 17 miliardi di dollari nel 2025; le stime parlano di 69 miliardi entro il 2031. Google DeepMind con AlphaFold e Isomorphic Labs ha già tracciato un percorso su questo terreno, e ora Anthropic ci entra con un approccio diverso: puntare su un agente generalista in grado di coprire l’intera filiera della ricerca, dalla revisione della letteratura alla scrittura del codice fino alla gestione dei cluster di calcolo.
Il contesto finanziario in cui arriva questa svolta è tutt’altro che trascurabile. A fine maggio 2026, Anthropic aveva chiuso un round Serie H da 65 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione post-money di 965 miliardi e superando per la prima volta OpenAI. Il run-rate di ricavi aveva toccato i 47 miliardi di dollari. Con un IPO atteso entro fine anno, la società ha tutto l’interesse a mostrare sbocchi di business che vadano oltre il coding con Claude Code. Le grandi aziende farmaceutiche hanno budget enormi e cicli di sviluppo decennali: sono esattamente il tipo di cliente capace di sostenere contratti pluriennali ad alto valore. Se Claude Science riesce a diventare lo strumento di riferimento per la ricerca biomedica, il programma di drug discovery interno fungerà da vetrina tecnica più persuasiva di qualsiasi demo.
